Quando la Politica elimina, perché?

G.O.S. Gruppo Operativo Speciale (2000 – 2003)

“Il Gruppo Operativo Speciale (G.O.S.) della Polizia di Stato è un gruppo scelto, costituito per fornire un concreto supporto tecnico-operativo agli uffici investigativi nella lotta alla grande criminalità organizzata. Esso nasce sulle ceneri dell’ormai disciolto Nucleo Antisequestri della Polizia di Stato (N.A.P.S.) operante in provincia di Reggio Calabria negli anni Novanta per contrastare l’ allora grave fenomeno dei sequestri di persona. Quest’unità aveva riportato notevoli risultati nella cattura di latitanti di spicco della “ndrangheta” calabrese, individuandone covi e rifugi, depositi di armi e stupefacenti e prigioni di sequestrati, imparando a muoversi con dimestichezza anche nelle impervie zone dell’Aspromonte. Il cospicuo patrimonio info-operativo così accumulato dall’unità nel corso degli anni rischiava di andare perduto con il suo scioglimento, avvenuto sul finire degli anni Novanta e con la successiva trasformazione in un più “tradizionale” Reparto Prevenzione Crimine.

E’ stata quindi decisa, sulla scorta dell’esperienza di molti stati europei e americani, la creazione, in via sperimentale, nell’ambito della Direzione Centrale della Polizia Criminale, di un’ unità speciale d’ intervento presso il Reparto Prevenzione Crimine Calabria: nasceva perciò il Gruppo Operativo Speciale. Esso trova come diretto punto di riferimento le squadre S.W.A.T. (Special Weapons And Tactics), unità di intervento speciale della polizia americana che si occupano di impieghi particolarmente rischiosi, tali da richiedere un addestramento superiore a quello degli operatori delle unità di polizia ordinarie (per i casi di terrorismo negli U.S.A. la competenza è invece dell’ Hostage Rescue Team dell’ F.B.I.). Il progetto pilota prevedeva la costituzione di gruppi di intervento dislocati su tutto il territorio nazionale, una via di mezzo tra la polizia normale e i reparti antiterrorismo di punta italiani (N.O.C.S., G.I.S.) che si occupano di operazioni ad alto rischio, quali in primis la liberazione di ostaggi in situazioni estreme. Il G.O.S. rappresenta perciò non un doppione del N.O.C.S. (e, come tale, non sarebbe in grado di sostituirlo in determinate operazioni), ma piuttosto un’ unità a questo complementare, destinata alla cattura di soggetti pericolosi (anche in ambienti impervi) e a impieghi di una certa complessità, non tali però da dovere necessariamente impegnare il N.O.C.S.”

Redazione VaresePress@ Roma
Rubrica Sicurezza Nazionale@
EP
Security Specialist S.M.
Security Consultant H.S.
International Risk & S.E.
Terrorism Expert
CTU & CTP
Member of the Security Committee M.I
Expert Labor Law Expert – Scholar and Legal Researcher

Fsp Polizia, lavoriamo bene ma trattati male

Dossier Viminale, Fsp Polizia: “I dati confermano che produciamo risultati sempre migliori, ma siamo sempre più in pericolo e trattati sempre peggio”

 

“Il dati sulla sicurezza resi noti nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto, insieme ai continui gravissimi fatti di cronaca che si susseguono, mostrano senza mezzi termini che l’assurdo numero di morti e feriti fra gli appartenenti alle forze dell’ordine in quest’ultimo anno fa il paio con i risultati sempre più lusinghieri e la sempre maggiore efficienza del nostro lavoro. Ciò vuol dire che lo Stato e i cittadini sono sempre più al sicuro, eppure noi sempre più in pericolo e trattati sempre peggio. Quindi quei risultati arrivano per lo più grazie ai sacrifici personali di donne e uomini in divisa, sempre pronti a gettare il cuore oltre l’ostacolo, compreso in questa giornata in cui in migliaia sono come sempre presenti a vigilare sui momenti di festa della comunità. La verità è che quello dei professionisti della sicurezza è un lavoro ancora bistrattato, dato per scontato, non riconosciuto sul piano esistenziale ed economico, con una persistente e intollerabile mancanza di rispetto verso l’impegno costante e incrollabile di centinaia di migliaia di persone che garantiscono libertà, democrazia e sicurezza al paese. Una mancanza di rispetto e di considerazione che si traduce nel peggiore dei dati che si possa registrare: la mancata predisposizione di ogni strumento tecnico, operativo e normativo necessario a garantire l’incolumità degli operatori. Prova ne è il fatto che pur diminuendo le manifestazioni di piazza sono aumentate drasticamente quelle con feriti tra le forze di polizia. Se a ciò si aggiunge che ancora lottiamo per ovvietà come un rinnovo del contratto di lavoro scaduto da troppo tempo, strumenti di difesa assolutamente ‘minimali’ come taser o spray antiaggressione o telecamere sulle divise, leggi che consentano di difendere noi e soprattutto il ruolo e l’istituzione che rappresentiamo e, non ultimo, atteggiamenti criminalizzanti e vero odio contro chi porta la divisa, ciò rende l’idea di quanto ancor di più debba essere esaltato l’encomiabile, straordinario lavoro del personale in uniforme”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, a proposito dei dati contenuti nel dossier di Ferragosto del Viminale che descrivono un generale calo dei reati nel Paese, e però, in tema di manifestazioni, a fronte di una diminuzione del 10,3% del totale dei cortei (passati da 11.824 a 10.609),  dal 1 agosto 2018 al 31 luglio 2019 si è registrato un aumento di quelli in cui si sono registrati feriti tra le forze dell’ordine, passati da 184 a 210, con un +14,1%.

L’Italia ha partecipato all’operazione internazionale denominata “Pandora III”

OPERAZIONE “PANDORA III”

-Italia-

L’Italia ha partecipato all’operazione internazionale denominata “Pandora III”,[1] coordinata centralmente da Interpol ed Europol e finalizzata a contrastare, simultaneamente in più Paesi, la commercializzazione di beni d’arte di provenienza illecita. 
Nella settimana di azione coordinata, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con il supporto dell’Arma territoriale e in collaborazione con la Direzione Centrale Antifrode e Controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato ha:
  • effettuato 56 controlli ad aree terrestri d’interesse archeologico e monumentale;
  • verificato 108 esercizi antiquariali, case d’asta, gallerie, restauratori e trasportatori;
  • controllato 17 opere in transito presso porti, aeroporti e aree doganali;
  • contestato 3 violazioni amministrative;
  • identificato 116 persone;
  • denunciato 26 persone in stato di libertà;
  • verificato 329 beni nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, localizzando 17 opere su cui sono in corso indagini tese al recupero;
  • sequestrato 367 beni culturali per un valore complessivo di € 5.510.000, tra cui:
  • Roma:
  • 2 capitelli corinzi lignei del XVIII secolo, parziale provento del furto commesso, nel marzo 2013 in danno della chiesa “San Martino” di Rocca Santa Maria (TE);
  • Ancona:
  • 2 opere falsamente attribuite all’artista Michelangelo Pistoletto;
  • Jesi (AN), Falconara Marittima (AN), San Severino Marche (MC) e Matelica (MC):
  • 2 dipinti raffiguranti “Annunciazione, Madonna con angelo”, parziale provento del furto commesso, nel marzo 2001, ai danni di un privato di San Silvestro Curatone (MN) e “Deposizione di Cristo”, parziale provento del furto, commesso nel giugno 1974, ai danni della Chiesa “Santa Maria Assunta” di Castel d’Arco (MN);
  • Rimini:
  • rocchio di colonne in pietra di natura archeologica;
  • elemento architettonico;
  • Galatone (LE):
  • 70 monete in bronzo di natura archeologica;
  • 17 oggetti archeologici in bronzo tra cui 2 anelli;
  • Firenze:
  • statuetta egizia del VII secolo a.C., raffigurante “Ushabti in Faience”, provento del furto, commesso nel dicembre 1964, in danno del Museo Civico Archeologico di Modena

“Ushabti”, in faience, VI sec a.C.

  • Bologna:
  • dipinto dal titolo “Half Dollar”, falsamente attribuito all’artista Franco Angeli;
  • Firenze:
  • dipinto del XVII secolo, raffigurante “Natura morta”, provento del furto, commesso nel novembre 1988, in danno di un antiquario di Firenze;
  • Taormina (ME):
  • 109 monete in bronzo di natura archeologica;
  • Perugia:
  • opera grafica, raffigurante “Sacco e Rosso”, falsamente attribuita all’artista Alberto Burri;
  • Modena:
  • 33 volumi dell’Enciclopedie ou dictionnaie raisonnè des sciences….. del XVIII secolo, scritta da Diderot e D’Alembert, asportati in data imprecisata ad un privato di Città di Castello (PG);
  • Grottammare (AP):
  • dipinto del XVI secolo, raffigurante “Madonna con Bambino e Santi”, dell’artista Cesura Pompeo, provento del furto, commesso nel settembre 2013, in danno di privato di Ofena (AQ);
  • Bronzolo (BZ):
  • dipinto senza titolo falsamente attribuito all’artista Gerardo Dottori;
  • Ochsenhausen (Germania):
  • statua raffigurante “Sant’Agata”, asportata nel 1984 dalla chiesa di Commezzadura (TN)

Statua di Sant’Agata

  • Udine e Bronzolo (UD):
  • 3 statue policrome appartenenti alla Civiltà Maya;
  • dipinto falsamente attribuito all’artista Georges Mathieu.                           
 

[1] Comunicato dell’Ufficio Stampa della direzione dell’Operazione Pandora in allegato.

CARABINIERI, SERTORI: 3,6 MILIONI PER REALIZZAZIONE E AMMODERNAMENTO CASERME



(Milano, 27 lug) Il Consiglio regionale ha approvato un emendamento che stanzia 3,6 milioni di euro per l’avvio e la realizzazione degli interventi previsti nell’Ambito di Accordi di programma per la riqualificazione di caserme esistenti o per la realizzazione di nuovi presidi in Lombardia. Le risorse sono ripartite in tre annualità, ovvero 1,5 milioni nel 2019, 1,4 milioni nel 2020 e 700 mila euro nel 2021 e, tra le altre, serviranno a finanziare le caserme di Robbio e di Mede, in Provincia di Pavia.

“Sono soddisfatto che in maniera unanime il Consiglio regionale si sia espresso positivamente su questo emendamento che ha come obiettivo quello di finanziare un vero e proprio programma di interventi identificati come prioritari per realizzare sul territorio lombardo nuove sedi per l’accasermamento dei reparti dell’Arma”, è il commento dell’Assessore di Regione Lombardia con delega agli Enti locali e alla Programmazione Negoziata, Massimo Sertori.

Utilizzando lo strumento della Programmazione Negoziata, a partire dal 2018 Regione Lombardia è impegnata a sostenere questi interventi di elevato interesse regionale e territoriale ed ha già finanziato le caserme di Clusone (Bg), Stezzano (Bg) e Cantù (Co), mentre sono in corso di approvazione gli Accordi di programma relativi ai presidi di Lodi Vecchio e di San Giovanni in Croce (Cr), accordi ai quali Regione ha aderito lo scorso giugno.

“La sicurezza pubblica e la legalità sono temi molto sensibili – spiega Sertori – ai quali stiamo dedicando impegno e risorse importanti. Significativo infatti è che la giunta Fontana continui sulla pianificazione di iniziative infrastrutturali che mirino a rendere più agevole il compito di chi lavora per la nostra incolumità”. “L’obbiettivo infatti – conclude – è quello di fornire maggiori servizi e una maggiore accessibilità a questi presidi, essenziali a garantire la sicurezza dei nostri cittadini e a mettere in campo azioni di prevenzione e di contrasto alla criminalità urbana”.



Comandante ALFA – GIS CARABINIERI

Non riesco a dormire, quel sangue mi raffredda il cuore di sofferenza e rabbia. Non trattengo l’adrenalina , quasi non mi riconosco. 40 anni nel G.I.S 45 al servizio dell’Arma che ho contribuito ad onorare, pare quasi non siano serviti a chiudere gli occhi sulle troppe ingiustizie. Caro Mario, non posso chiudere le palpebre perché rivedo il tuo sorriso, spento improvvisamente da chi a te si è avvicinato per uccidere, non era difesa, No, non ha buttato il coltello dopo la prima ferita che ti ha inferto. No, ha continuato finché dopo 8 (ottoooo) fendenti non ti vedeva soccombere sotto la sua spietata sete di morte . Non è più tollerabile tutta questa carneficina. Al Generale dell’Arma dei Carabinieri rivolgo l’appello più accorato, affinché, come massimo rappresentante di tutti i fedeli servitori dello Stato ma soprattutto del popolo italiano, faccia sentire la sua voce nelle sedi politiche e ministeriali di riferimento, per far sì che chi lavora rischiando per l’altrui incolumità sia messo in condizioni di per difendere e di potersi difendere. Siano cambiate le regole d’ingaggio degli operatori di tutte le Forze di Polizia! Ora basta, non si è più carne da macello, non si è più in un contesto dove chi indossa la divisa viene deriso e vilipeso da coloro che la legalità la infrangono più volte al giorno . Non è questione di colore di pelle, né di nazionalità, colore politico o religioso. La delinquenza ha tutta lo stesso colore e odore… quello della morte!! L’Arma è stata ferita al cuore, tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine lo sono. La politica la smetta di usarci come palloni ad una partita di calcio, di calci non ne possiamo più. Ora i calci vorremmo restituirli, poterli ridare indietro a coloro che offendono anche con parole denigratorie nei nostri confronti. Ai ministri dell’interno e della difesa chiedo: “accelerate le leggi opportune”, “una persona può difendere la propria casa e noi che lo facciamo per mestiere e per amore non possiamo? L’Italia è la nostra casa, il suo popolo è la nostra famiglia, vogliamo avere tutti i mezzi per difenderla, provvedete velocemente. Questo paese è allo sbando dal punto di vista della certezza della pena”! Non esiste al mondo un paese più bello e fiero del nostro, ma nemmeno più deriso e quasi vilipeso. Non lo meritiamo. Vogliamo continuare a credere in quello che facciamo senza essere derisi da chi il giorno o dopo è già libero e ci denigra. Non vogliamo sempre essere accusati e violentati nell’animo per aver fatto il nostro dovere. Come fedele servitore dello Stato, ho vergogna e non posso starmene seduto ad aspettare che qualcosa si muova senza che io faccia nulla, e mi domando:”ma tutti i telefonini che riprendono le rare volte in cui siamo costretti ad usare la forza tacciandoci per criminali dov’erano quella triste notte in cui Mario ed il suo collega venivano aggrediti”? Non raccontiamoci la storia che era notte e buio , non la beve più nessuno”!
A Saviano rispondo “Vergognati”!
Ho dato mandato alla casa editrice di rimuovere la fascetta con la sua prefazione dai miei libri (peraltro la sua prefazione non è stata una mia scelta)!
Ed infine un ultimo pensiero a Mario ed alla sua famiglia. Quante volte ho provato il vostro dolore, troppe,ma ogni volta e’ diverso e la ferita più profonda. Che Dio ti accolga caro Mario tra le sue braccia, la tua misericordia nei confronti del prossimo era i finita da quello che apprendo. Ora tocca a te prendere la tua parte. Da lassù veglia e prega per la tua giovane sposa , per la tua famiglia di sangue e per quella di cuore che tutti ci accomuna….l’ Arma !
“Che la terra ti sia lieve!
Comandante Alfa!

Roma-Omicidio Carabiniere

In merito all’omicidio del Milite in data 26 us, e’ utile evidenziare che seppur dalle prime note gli autori del delitto fossero stati individuati come di origine arabo/magrebina mentre da alcune fonti riferiscono che verosimilmente potrebbero essere due cittadini statunitensi, gli autori materiali del ferimento e poi decesso del Milite, tutto a seguito di una vendita finita male di sostanze stupefacenti, è necessario rimarcare che a prescindere dalla nazionalità dei soggetti concorrenti in associazione a delinquere per i reati ascrivibili, Crimini di questa natura non possono trovare che la nostra ferma condanna, chiunque abbia commesso i fatti.

Ora, seppur quanto anzidetto, è utile specificare anche la perdurante necessità di controllo del territorio, quindi di risorse umane, perché senza controllo del territorio, non si possono dissuadere e prevenire atti contra legem, perché la prevenzione è il primo baluardo di un sistema di sicurezza pubblica e privata, per questo è necessario investire immediatamente nel reclutamento di risorse umane nelle FF.OO. carenti almeno di 55 mila unità, iniziando magari dal 780 Polizia di Stato, per poi addivenire alla riforma della Sicurezza Complementare e Sussidiaria ormai non più rinviabile in un sistema moderno e prodomico di sicurezza integrata, pubblica e privata, affinché concorrano entrambi alla sicurezza nazionale; per tal motivo ci appelliamo al Presidente del Consiglio Giuseppe CONTE, affinché rifletta ed indirizzi l’attività di governo in questa direzione, a nostro avviso unica.

EP – Sicurezza Nazionale@

Operazione NOE UDINE, RIFIUTI SOLIDI URBANI.

UDINE: 26 LUGLIO 2019

CONTROLLO DEI CARABINIERI DEL NOE DI UDINE COORDINATI DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI GORIZIA SU SITI AZIENDALI OPERANTI NEL SETTORE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI.

SEQUESTRATA PIAZZOLA DI LAVAGGIO MEZZI AZIENDALI REALIZZATA IN ASSENZA DI AUTORIZZAZIONE PAESSAGGISTICO AMBIENTALE.

I Carabinieri del NOE di Udine, nell’ambito dell’attività di monitoraggio e controllo nello specifico comparto di settore, hanno eseguito una verifica presso uno stabilimento corrente in Villesse (GO), appurando che la società, operante nella raccolta dei rifiuti solidi urbani, aveva realizzato al suo interno, una piazzola di lavaggio dei mezzi aziendali in cemento, dalle dimensioni di 12 x 6 metri, con caditoia centrale di raccolta reflui e relativa vasca di raccolta. Tale manufatto, dalle verifiche svolte dal personale del NOE, è risultato essere privo delle previste autorizzazioni di legge, in quanto l’area su cui insiste l’unità operativa della società, risulta essere soggetta a vincolo paesaggistico.

Nel corso del controllo, inoltre, i militari hanno constatato la presentazione di falsa documentazione inoltrata al Comune di Villesse da parte della Società, per un manufatto già realizzato nel 2014 e falsamente riproposta nel 2015.

Gli accertamenti esperiti consentivano quindi di acclarare le responsabilità in concorso tra loro, dell’Amministratore della società e di altri due membri del Consiglio di Amministrazione, nonché del progettista incaricato (nonché direttore dei lavori) e del titolare della ditta terza incaricata per l’esecuzione dei lavori, per la violazione di cui all’art.44 lett. C del DPR 380/2001 (assenza di autorizzazione paesaggistica).

Il manufatto realizzato in assenza del previsto titolo autorizzativo veniva sottoposto a sequestro.

Carabiniere Ucciso a Roma

Questa notte, un equipaggio del nucleo radiomobile dell’Arma dei Carabinieri è intervenuto su un evento di rapina di una borsa, intercettati i due aggressori di origine magrebina, tra i militari e i rapinatori nasceva una violenta colluttazione dai magrebini promossa per guadagnarsi la fuga, durante la quale uno dei magrebini estraeva un coltello e colpiva uno dei militari sotto l’ascella, il quale poco dopo moriva in ospedale all’età di anni 35. Il nostro cordoglio va alla famiglia ed alla Benemerita, chiedendo ancora una volta al Governo una più stringente attività di espulsione di clandestini, immigrati irregolari, delinquenti di altra nazionalità, anche insieme ad uno straordinario piano di assunzione di risorse umane nelle FF.OO. per sopperire alle carenze croniche, basti pensare alla Polizia di Stato che è a meno 30mila uomini, con graduatorie bloccate come quella del 780, ecc…!

EP-Sicurezza Nazionale

Un vice brigadiere dei Carabinieri è deceduto, in servizio, questa notte, a Roma dopo essere stato accoltellato da un individuo, probabilmente un cittadino africano nel corso di un servizio per assicurare alla giustizia gli autori di un reato. Il sovrintendente, con altri colleghi che stavano svolgendo le indagini, si era appostato per fermare due persone ritenute responsabili di un furto e conseguente tentativo di estorsione, quando una delle due ha estratto un coltello e ha ferito più volte il vicebrigadiere dei Carabinieri mortalmente. Inutili i soccorsi presso l’ospedale S. Spirito dove il militare è poi deceduto. 

LEGIONE CARABINIERI LAZIO

Comando Provinciale di Roma

Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, controlli alle gallerie d’arte

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale,

nelle ultime tre settimane, ha effettuato una serie di controlli alle gallerie d’arte contemporanea verificando, inoltre, ai fini del contrasto al riciclaggio, eventuali anomalie rispetto all’importo o modalità procedurali/negoziali nelle compravendite riguardanti anche beni aventi meno di 70 anni. Nella circostanza sono stati effettuati 124 controlli alle gallerie d’arte contemporanea, identificate 129 persone e denunciate 13, sequestrato 27 beni per un valore complessivo di € 620.000 ed elevato 7 sanzioni amministrative per un valore complessivo di € 7.736

Tale attività rientra nella sempre maggiore attenzione che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dedica al contrasto dei reati, come il riciclaggio, per cui è fondamentale un’azione complessa ed interdisciplinare direttamente legata all’importanza della condivisione di dati e informazioni.

A riguardo, recentemente, presso l’Albert Borschette Conference Centre a Bruxelles (Belgio),il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) ha preso parte al secondo meetinginternazionale del “Gruppo di Progetto Dogana 2020 sull’importazione di beni culturali”, organizzato dalla Direzione Generale per la fiscalità e l’unione doganale della Commissione Europea.

Nell’occasione, esperti delle Autorità Doganali e culturali degli Stati Membri dell’Unione Europea, si sono riuniti per fornire consulenza e competenze alla Commissione Europea per lo sviluppo e la resa operativa di un sistema elettronico centralizzato che consenta, da un lato, lo scambio informativo tra le Amministrazioni degli Stati Membri incaricate di controllare l’importazione e l’esportazione di beni culturali e, dall’altro, di coadiuvare l’espletamento delle formalità che gli operatori all’importazione ed all’esportazione di tali beni devono compiere in maniera sistematica. Nel corso del meeting, contestualmente alla presentazione della Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, sono stati condivisi i dati sul numero di beni contraffatti sequestrati nel 2018 ammontanti a 1.232 per un valore stimato, qualora immessi sul mercato come autentici, in € 422.591.190 e 244 persone denunciate per contraffazione di opere d’arte. Tra i beni sequestrati, 953 (il 77,3% circa del totale) sono di arte contemporanea che permane l’ambito di maggiore interesse per la criminalità. Anche nei primi sei mesi del 2019, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha sequestrato beni contraffatti – per un valore totale di € 125.569.850 – a riprova del fatto che il fenomeno costituisce ancora una piaga che non conosce sosta e che ha pesanti ricadute sull’economia legale