Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol)

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) per l’esercizio 2018 (2019/2088(DEC))
Il Parlamento europeo,–  vista la sua decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) per l’esercizio 2018,–  visti l’articolo 100 e l’allegato V del suo regolamento,–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0075/2020),A.  considerando che, stando al suo stato delle entrate e delle spese(1), il bilancio definitivo dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) (l'”Agenzia”) per l’esercizio 2018 ammontava a 135 737 021 EUR, con un aumento del 13,84 % rispetto al 2017; considerando che l’incremento è stato dovuto a compiti aggiuntivi che ne ampliano il mandato; considerando che il bilancio dell’Agenzia proviene prevalentemente dal bilancio dell’Unione;B.  considerando che la Corte dei conti (la “Corte”), nella sua relazione sui conti annuali dell’Agenzia europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) per l’esercizio 2018 (la “relazione della Corte”), dichiara di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all’affidabilità dei conti annuali dell’Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;Gestione finanziaria e di bilancio1.  osserva che gli sforzi in materia di controllo del bilancio intrapresi durante l’esercizio 2018 hanno comportato un tasso di esecuzione del bilancio del 96,10 %, il che rappresenta un leggero calo pari al 3,62 % rispetto al 2017; rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato pari all’86,92 %, con una diminuzione del 2,09 % rispetto al 2017;2.  si compiace delle informazioni fornite dall’Agenzia sui compiti e le implicazioni di bilancio dell’unità UE addetta alle segnalazioni su Internet (EU IRU); osserva che la pianificazione della gestione per attività dell’EU IRU era di 4 860 000 EUR nel 2019, composta da: a) 3 710 000 EUR per le spese dirette per il personale (per 38 membri del personale: 26 agenti temporanei, 4 agenti contrattuali e 8 esperti nazionali distaccati, b) 1 150 000 EUR per spese operative, spese di funzionamento e una sovvenzione di 510 000 EUR nel 2019 (da cui sono finanziati 7 agenti contrattuali supplementari, il che porta il personale dell’EU IRU a un totale di 45 unità); osserva che tali cifre non comprendono i costi per lo sviluppo dei sistemi operativi TIC a livello organizzativo;Prestazioni3.  osserva con soddisfazione che l’Agenzia ha monitorato la propria performance mediante 38 indicatori chiave di prestazione, altri 51 indicatori di prestazione e l’attuazione di circa 170 azioni specifiche previste nel suo programma di lavoro, con un quadro di riferimento relativo alla rendicontazione della performance generalmente orientato alla valutazione del valore aggiunto delle attività dell’Agenzia e al miglioramento della sua gestione di bilancio;4.  constata che l’Agenzia ha conseguito il 78 % degli obiettivi stabiliti per gli indicatori di performance e che ha compiuto progressi nell’attuazione del 79 % delle azioni contenute nel programma di lavoro per il 2018 (rispetto all’80 % nel 2017);5.  osserva che l’Agenzia ha continuato a porre l’accento sull’analisi operativa e sulla rapidità di risposta in prima linea, compreso il trattamento dei contributi, pur mantenendo nel contempo un sostegno proattivo alle indagini di alto profilo riguardanti i tre settori che rappresentano una minaccia continua per la sicurezza interna dell’Unione, segnatamente la criminalità informatica, la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità, nonché il terrorismo;6.  esorta l’Agenzia a proseguire la digitalizzazione dei suoi servizi;7.  osserva con soddisfazione che nel 2018 l’Agenzia ha continuato a svolgere attività congiunte o servizi condivisi con altre agenzie dell’Unione, tra cui Eurojust, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, e che l’Agenzia ha partecipato a 10 procedure di appalto interistituzionali e a una procedura interagenzie; ritiene necessario che l’Agenzia sviluppi ulteriormente forti legami con le altre istituzioni pertinenti dell’Unione; incoraggia l’Agenzia a esplorare modalità per condividere risorse o personale, o entrambi, in relazione a compiti che si sovrappongono con altre agenzie che svolgono attività simili o con agenzie ubicate in prossimità dell’Agenzia;8.  osserva che, a seguito della sua costante cooperazione operativa con altre agenzie della giustizia e degli affari interni (GAI), nel 2019 l’Agenzia ha assunto la presidenza della rete delle agenzie GAI, che affronta i lavori congiunti sull’ulteriore sviluppo della cooperazione delle agenzie GAI, anche per quanto riguarda gli aspetti dell’interoperabilità dei sistemi di informazione dell’Unione, l’innovazione, le disposizioni in materia di buona governance (compresa un’indagine sulle migliori pratiche in materia di segnalazione di irregolarità nelle agenzie GAI), la diversità e l’inclusione, nonché l’interazione e l’ambito di applicazione di un’ulteriore cooperazione con le agenzie “non GAI”;9.  invita la Commissione a realizzare uno studio di fattibilità per valutare la possibilità, quanto meno, di creare sinergie condivise con l’Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL), se non di procedere a una fusione completa delle due; invita la Commissione a valutare due scenari: il trasferimento dell’Agenzia nella sede di CEPOL a Budapest e il trasferimento della sede di CEPOL nella sede dell’Agenzia all’Aia; osserva che tale atto comporterebbe la condivisione dei servizi amministrativi e di supporto e la gestione di locali comuni, nonché infrastrutture condivise in materia di TIC, telecomunicazioni e Internet, risparmiando così enormi quantità di denaro che sarebbero utilizzate per l’ulteriore finanziamento di entrambe le agenzie;10.  osserva che il numero delle operazioni sostenute dall’Agenzia è passato da 1 496 nel 2017 a 1 748 nel 2018 (vale a dire un aumento del 16,8 %) e che il numero delle riunioni operative finanziate dall’Agenzia è passato da 403 nel 2017 a 427 nel 2018 (vale a dire un aumento del 5,9 %); sottolinea l’importanza e il valore aggiunto dell’Agenzia, e in particolare delle squadre investigative comuni (le “SIC”), nella lotta alla criminalità organizzata in tutta Europa; constata, al riguardo, che le SIC sostenute dall’Agenzia sono passate da 64 nel 2017 a 93 nel 2018 (vale a dire un aumento del 45 %), di cui 27 richiedono un coordinamento tra più di 20 paesi(2); rileva che l’incremento nel bilancio dell’Agenzia corrisponde a un’intensificazione di tutte le sue operazioni, compreso il sostegno alla cooperazione nel settore della criminalità informatica e nella lotta al terrorismo online; sottolinea che è importante assicurare alle SIC risorse e finanziamenti adeguati, in linea con il forte aumento dei loro livelli di attività;11.  chiede all’Agenzia di mettere a disposizione, nella misura del possibile, risorse finanziarie da destinare alla traduzione e sollecita l’autorità di bilancio a fornire risorse finanziarie sufficienti per consentire la traduzione delle relazioni ufficiali dell’Agenzia in tutte le lingue ufficiali dell’Unione, in considerazione dell’importanza che il lavoro dell’Agenzia riveste per i cittadini dell’UE, dell’obbligo di garantire la trasparenza riguardo alle sue attività e del fatto che il gruppo di controllo parlamentare congiunto composto da parlamentari nazionali ed europei di tutti gli Stati membri dovrebbe poter svolgere correttamente il suo lavoro; invita la Commissione e l’Agenzia a istituire un quadro di cooperazione con il Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea, al fine di ridurre l’onere finanziario connesso alle traduzioni;Politica del personale12.  rileva che, al 31 dicembre 2018, l’organico era completo al 96,35 %, con 555 agenti temporanei sui 576 autorizzati a titolo del bilancio dell’Unione (rispetto ai 550 autorizzati nel 2017); osserva inoltre che nel 2018 hanno lavorato per l’Agenzia 201 agenti contrattuali e 153 esperti nazionali distaccati;13.  prende atto dell’imperfetto equilibrio di genere comunicato per il 2018 tra gli alti dirigenti (145 uomini e 27 donne) e in seno al consiglio di amministrazione (43 uomini e 10 donne);Appalti pubblici14.  osserva con preoccupazione che, secondo la relazione della Corte, l’Agenzia ha prorogato illegalmente la durata di un contratto quadro per la fornitura di servizi di viaggio d’affari firmando l’emendamento numero 2 dopo la scadenza del contratto e che, con lo stesso emendamento, l’Agenzia ha altresì introdotto nuovi aspetti relativi ai prezzi non coperti dalla procedura di gara, rendendo irregolari l’emendamento numero 2 e i relativi pagamenti del 2018; prende atto della risposta dell’Agenzia secondo cui l’estensione del contratto quadro era stata avviata con largo anticipo rispetto alla sua scadenza e che il ritardo nella proroga del contratto era dovuto all’applicazione del principio della sana gestione finanziaria; invita l’Agenzia a rafforzare di conseguenza la gestione dei contratti e i controlli ex ante;Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza15.  prende atto delle misure esistenti e degli sforzi in corso dell’Agenzia per garantire la trasparenza e la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse nonché la protezione degli informatori; prende atto del potenziale conflitto di interessi individuato per quanto riguarda una procedura di assunzione nel 2018; osserva che nessuna azione di follow-up si è resa necessaria in quanto il consulente ha rinunciato a partecipare; esprime apprezzamento per le dichiarazioni di interessi, basate sul nuovo modello dell’Agenzia, che da allora sono state pubblicate sul sito web dell’Agenzia, sia in relazione alla sua direttrice esecutiva e ai suoi vicedirettori esecutivi che ai membri del suo consiglio di amministrazione;16.  deplora il fatto che un recente studio comparativo della commissione per le petizioni del Parlamento europeo(3) abbia stabilito che le politiche dell’Agenzia in materia di conflitti di interesse sono le “meno dettagliate rispetto a quelle delle altre agenzie”; riconosce che ciò è dovuto, in particolare, al fatto che l’Agenzia non dispone di alcun comitato scientifico o gruppo di esperti scientifici; deplora, tuttavia, il fatto che l’Agenzia non utilizzi né un sistema per classificare i livelli di interesse né una lista nera;Controlli interni17.  osserva che nel maggio 2017 il servizio di audit interno della Commissione, sostenuto dalla struttura di audit interno, ha effettuato una valutazione dei rischi e che nessuna delle 36 aree di processo esaminate è stata oggetto della menzione “migliorare la mitigazione dei rischi”;18.  osserva che il servizio di audit interno della Commissione ha pubblicato una relazione di audit intitolata “Human Resources Management and Ethics in EUROPOL” (Gestione delle risorse umane ed etica presso Europol) e ha predisposto un piano d’azione per affrontare i settori suscettibili di miglioramento; invita l’Agenzia a riferire all’autorità di discarico in merito agli sviluppi al riguardo;19.  invita l’Agenzia a concentrarsi sulla diffusione al pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;20.  si compiace del fatto che l’Agenzia non abbia alcuna raccomandazione in sospeso da attuare dalle relazioni di audit della Corte negli esercizi finanziari precedenti; l’Agenzia ha affrontato l’unica osservazione della Corte relativamente all’esercizio finanziario 2017, afferente la pubblicazione degli avvisi di posti vacanti sul sito web dell’Ufficio europeo di selezione del personale;o
o   o21.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(4) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.(1)GU C 416 del 15.11.2018, pag. 46.(2)https://www.europol.europa.eu/sites/default/files/documents/europolinbrief2019.pdf(3)https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2020/621934/IPOL_STU(2020)621934_EN.pdf(4)Testi approvati, P9_TA-PROV(2020)0121.

Trash worth millions of euros

Trash worth millions of euros


From trash to treasure: the growing illegal waste trafficking market


It’s well known there’s always two sides of a story, if not more, but we all agree that waste management is an important issue as waste has a huge negative impact on the natural environment. On the top of that, as a business worth billions of euros, waste management has given criminal networks the opportunity to diversify their activities and infiltrate the economy. The large quantity of waste left over from industry production processes in Europe is feeding a growing demand for waste disposal services. Stricter regulations and price increases to legally dispose of waste are tempting industries to opt for alternative waste management suppliers.

That’s where the criminals come in: exploiting businesses as they attempt to balance maximising profits while minimising costs. Criminals legally register companies and present themselves as ‘facilitators’ for waste management and disposal services asking much lower prices than other companies on the legal market. The plastic waste they pretend to recycle on paper then ends up on illegal dumping sites. The plastic can also be reintroduced onto the market as, for example, a new, potentially toxic, plastic water bottle. Recycled plastic can be a threat to human health if it has not gone through the proper recycling process. 

A growing trend in the grey economy

Along with striving to reduce expenses, economic crises and structural challenges in different industrial sectors encourage the proliferation of illegal waste disposal services. This demand causes organised crimes groups (OCGs) to specialise in waste management. Legal business structures are an integral aspect of this crime phenomenon. However, the companies involved in such activities engage in a number of crimes for which they are usually prosecuted.

OCGs traffic waste both inside and outside the EU. Plastic waste is typically transferred from one Member State to another to avoid disposal fees or other costs associated with the proper disposal of waste products in accordance with EU regulations.

Operation Green Tuscany

The Italian Carabinieri Corps (Arma dei Carabinieri) dismantled large OGC with this modi operandi in operation Green Tuscany, which was supported by Europol and involved law enforcement authorities from Italy and Slovenia.

The criminal group trafficked plastic waste from Italy to China through Slovenia. The investigation is linked to an Italian anti-mafia investigation into illicit trafficking of textile waste to Africa from the Italian ports of Genoa, Livorno and Trieste. The companies involved in this illegal activity were also operating as brokers and carriers in a parallel plastic waste trafficking scheme. The law enforcement success in uncovering the set-up brought the network to alter its strategy and opt for different routes choosing Slovenia as a transit country towards China.

The Slovenian companies provided Italian companies with forged documents attesting that the material has been recycled. The shipments were then sent to China. Occasionally the transporters received the false documents while the shipments were still en route to Slovenia.

During the operation, approximately 560 illegal shipments were monitored. The monetary value of one shipment was estimated to be between €10 000 and €15 000. This estimation makes the value the monitored cargo alone around €8 million.

Two members of the Camorra among the prosecuted

In the first half of July 2019, 96 individuals (74 Italians and 22 Chinese) were prosecuted in Italy following operation Green Tuscany. The collaboration between the Italian and Slovenian law enforcement authorities, Europol and Eurojust revealed the international dimension of the investigation and led to the successful arrest and prosecution of 96 members of the organised crime group.

The members of the network were of both Italian and Chinese origin. Among them, there were also two representatives affiliated with the Camorra, active both in Campania and in Tuscany, and operating in the textile waste sector. They were arrested for usury and extortion.

Operation Green Tuscany revealed that Chinese suspects based in Italy maintained strong ties to criminal individuals in the destination country (i.e. China) and cooperated with Italian and Slovenian criminals. The organisation was not pyramidal and each member was responsible for a specific step of the process. Some criminals were responsible for the pickup of plastic waste with lorries, some were in charge of transport via sea vessels to Slovenia.

International cooperation

Operation Green Tuscany was coordinated by Eurojust and its close partnership with Europol was crucial to the success of the operation. A range of cooperative enforcement actions was provided, including pre-operational intelligence exchange, operational meeting and analysis services to Italian and Slovenian law enforcement authorities. The trafficking of illicit waste has a significant negative impact on the environment. Although it is difficult to estimate the exact financial impact of illicit waste trafficking, significant costs are related to the clean-up of illegal dumping sites. The products fabricated from improperly recycled plastic, which vary from plastic bottles to toys, can be very dangerous for human health