I pandemic bonds furono modellati sullo scenario più plausibile di un Coronavirus patogeno proveniente dalla Cina.

CORONA VIRUS e PANDEMIC BONDS

Relazione Analitica Classificazione Riservata Prot. HS Level 6 Em/Sa 

dal 28 Gennaio 2020 al 16 Marzo 2020 con riserva. 

Era il 2017 quando “furono emessi dalla Banca Mondiale e dalla Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo nel 2017 con un tasso di ritorno dell’11% in collaborazione con l’Organizzazione mondiale per la Salute, nell’ambito di un Pandemic Emergency Financial Facility”, dei bond pari a 200 M $ puntando su di un’ipotetica pandemia da Coronavirus.

Link

I pandemic bonds furono modellati sullo scenario più plausibile di un Coronavirus patogeno proveniente dalla Cina. 

I criteri per far scattare l’esborso, insomma, per vincere la scommessa, furono che la pandemia dovesse durare per oltre 12 settimane in più di un paese a partire dal 2020 e non oltre il 2022.

Inizialmente questo strumento era stato creato come reservoir per aiutare le popolazioni colpite da un’epidemia, ad esempio come quella dell’ebola (2013-16), ma certi soggetti noti di seguito denominati Mister X, numeri uno della finanza creativa, ebbero un’illuminazione e pensarono che uno scenario come quello prospettato, impegnandosi un po’, poteva essere creato artificialmente, consentendo loro d’intascare i proventi della scommessa alla data stabilita. 

E, allora, questi signori si misero a tavolino e crearono una road map a lungo termine.

Il primo obiettivo era trovare dei Coronavirus, è facile capire perché dei Coronavirus, necessariamente nuovi, insieme ad un laboratorio dove si coltivassero e quel laboratorio doveva essere possibilmente cinese, il perché è facilmente intuibile, come si evince da questo stralcio di una recente intervista. 


Ne identificarono uno idoneo a Wuhan (Cina), un laboratorio nuovo di zecca altamente tecnologico che era punto di riferimento per l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Ci si organizzò come si deve e si rubò un po’ di provette. 

Però è necessario ricordare….. 

Fu un gioco da ragazzi, visto che tecnici sottopagati e desiderosi di un’altra opportunità se ne trovano ad ogni angolo di laboratorio.

Il furto, però, non passò inosservato e chi gestiva il laboratorio, temendo e forse presumendo il peggio, chiamò 300 militari americani esperti di bioterrorismo. 

Immediatamente si organizzò anche un summit che comprendeva, tra gli altri partecipanti, membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Addirittura chiamarono anche Bill Gates  e tutti insieme costoro fecero simulazioni a tavolino riguardanti la diffusione e l’espansione dell’epidemia dalla Cina al mondo intero e, con queste, le possibili misure di contenimento, un specie di risiko. 

A fine autunno (2019) scattò il momento. 

Il secondo obiettivo, passo indispensabile per la riuscita del progetto, era diffondere il virus. 

Da dove? 

Si fecero varie ipotesi. 

L’ideale risultò essere un luogo molto frequentato, un luogo insospettabile, che desse l’impressione di essere il naturale punto di partenza del viaggio che il virus doveva intraprendere. 

Il mercato del pesce di Wuhan sembrò idoneo. 

Non c’era nemmeno da trasportare le provette troppo lontano perché era tutto a due passi di distanza. 

Bastò travasare il liquido in uno spray per profumo e con nonchalance, passando tra i banchi del mercato, si schizzò qua e là il contenuto. 

Chi acquistava il pesce non sapeva che nella spesa c’era un valore aggiunto.

Di lì a pochi giorni cominciarono ad ammalarsi in molti. 

I primi epidemiologi individuarono in fretta l’origine del contagio. 

Si chiuse il mercato, ma, ahimè, i buoi, stavolta sotto forma di pesci morti, erano già fuggiti. 

I virologi cominciarono a dare interpretazioni con voli pindarci all’evento che non capivano.

Ciò che accadde in-vivo fu che il virus attaccava soprattutto i vecchi (non i bambini): quelli che già erano indeboliti da tutt’altre patologie. 

Cielo! 

Che bell’effetto secondario! 

Si poteva sperare di eliminare un po’ di vecchietti, fastidiosi (parassiti) che non producevano reddito e che costavano al servizio sociale sia come cure sanitarie sia come pensione. 

Un bel risparmio! 

Fin qui nonostante abbia cercato di analizzare con chiarezza estrema e semplicità i fatti, penserete un piano diabolico, sii lo è stato e non è finito. 

In tutto ciò non dobbiamo dimenticare che c’era il bonus di un secondo effetto ancora più interessante, quale è semplice, seguire i soldi sempre, ragionando sugli effetti. 

Quale era il secondo effetto? 

Quello economico, già ampiamente previsto ed alla base di ogni guerra, guerra che oggigiorno, non si fa più a tiro diretto, ma in modo direi più subdolo. 

Molte attività furono chiuse per giorni, per settimane, da parte delle autorità di governo su indicazione di quelle sanitarie per evitare lo spargersi dell’epidemia, e così si costrinsero alcune attività commerciali a chiudere i battenti. 

I nostri Mister X si precipitarono a comprarle in cambio di una miseria, con operazioni di speculazioni e joy venture fantasiose.

Terzo step e non ultimo: 

portare l’epidemia in paesi confinanti e farla durare per almeno 12 settimane, che quello era condizione sine qua non per vincere la scommessa.

Non era un problema insormontabile perché la mole di viaggi fra paese e paese porta ogni giorno centinaia di persone dalla Cina in altri paesi come Giappone, Corea del Sud, Europa ed America. 

Poi, se proprio non si vedeva l’effetto sperato, si poteva intervenire ancora direttamente con uno spruzzo qua ed uno là. 

È banale, secondo voi? 

La semplicità è sempre una chiave di volta, si prende un piccolo bar di campagna dove i vecchietti si riuniscono a giocare a carte. 

Una spruzzatina e il seguito è come da copione.

Contando sull’ impreparazione dei politici dei paesi, si perché un altro dei piani dei Mister X è dare ai singoli paesi dei governanti ingenui capaci di adoperarsi più per pararsi il ricco e delicato posteriore di quanto non sia fare gli interessi della gente che li paga per questo, si chiusero a raffica le attività commerciali e sociali, ovviamente per limitare il contagio. 

E così si è data una bella scrollata all’economia: una manna per chi stava in agguato, già preparato, scommessa giocata alla mano e acquolina in bocca.

Ancora di più, le attività che non reggeranno alle mancate entrate e quelle più appetitose verranno comprate a prezzo di svendita.

I nostri Mister X si riuniranno e si complimenteranno reciprocamente del lavoro svolto, tutto sommato, con poca fatica. 

Commenteranno con commozione che il loro era stato anche un lavoro etico perché si era estirpata dalla società una parte di popolazione che incideva negativamente sia sul sistema sanitario sia sull’economia in generale: una sorta di taglio chirurgico selettivo.

Un’indispensabile pulizia. 

Un Hitler rivisitato e con molta più classe.

Tornando ad oggi, resterà solo da aspettare che passino le 12 settimane e un giorno, così che il gioco sarà fatto, tutto nei termini del bond emesso.

Ma i nostri Mister X hanno una fantasia fertile e già nel 2017 hanno lavorato sugli altri pandemic bond, non ce lo dobbiamo dimenticare. 

Assieme alle compagnie assicurative come ad esempio la Swiss Re Capital Market e la Matterhorn Re, hanno piazzato un “bond catastrofe” da 225 milioni $ per il 2020-2022, uno per un ciclone e l’altro per un evento molto mortale nel Regno Unito, in Canada e in Australia.

Con i cambiamenti climatici un ciclone nell’arco di due anni sarebbe molto probabile, ma per un evento mortale in Inghilterra, in Canada o in Australia ci si potrebbe anche attrezzare.? 

Quindi a cosa penseranno, a far saltare in aria qualche Santa Barbara locale o, vedi mai, un deragliamento di un treno superveloce.?

Un’altra mucca pazza non potrà più essere credibile né lo potrà essere un’epidemia da virus. 

Darebbero troppo nell’occhio. 

“Come diceva Angelo Musco, il comico catanese di tanti decenni fa, tutti possono essere cretini, ma non si può chiedere di esagerare.” 

Una mini-guerra, allora? 

O materie prime in qualche modo avvelenate?

Sicuramente ci stanno ragionando e chiederanno a” qualcuno” di dare una mano. 

Nel frattempo, i servizi segreti dormiranno il sonno dei giusti, oppure proteggeranno i popoli, vittime di questi speculatori.?

EP

COVID-19 MILITARY PROJECT

martedì 28 gennaio 2020

Crea un emergenza e specula, questo è il segreto!

Crea un emergenza e specula, questo è il segreto! 
Un paese in emergenza, è un sistema debole, un sistema debole è facilmente attaccabile, un sistema facilmente attaccabile è un sistema economico appetibile e di facile conquista. Quindi destabilizzare per conquistare, arricchirsi, questa è la terza guerra mondiale, senza armi, con il sorriso, senza sovranità, quella che ti hanno tolto ad esempio con l’euro, moneta debito. 
#MilitarStrategy #BusinessStrategy #War 
EP

Roma- Plenaria Sicurezza Nazionale

Roma. Più di 50 fra specialisti in Intelligenza Artificiale e Informatica Forense ed esponenti delle Forze dell’Ordine

I gruppi di lavoro della rete di cooperazione internazionale ‘DigForASP’ sulle applicazioni di Intelligenza Artificiale all’Informatica Forense si incontrano in Italia per la prima volta dal 20 al 22 febbraio 2020.

Più di 50 fra specialisti in Intelligenza Artificiale e Informatica Forense ed esponenti delle Forze dell’Ordine si incontrano a Roma dal 20 al 22 febbraio 2020 per discutere i risultati raggiunti negli ultimi mesi nell’ambito della rete di cooperazione internazionale DigForASP.

Dal 20 al 22 febbraio si terrà a Roma il quarto incontro dei gruppi di lavoro della rete “DIGital FORensics: evidence Analysis via intelligent Systems and Practices” (DigForASP), il primo in Italia dall’avvio del progetto avvenuto nel settembre 2018. La rete ha l’obiettivo di identificare e consolidare le sinergie fra i settori dell’Informatica Forense e l’Intelligenza Artificiale, per migliorare le attuali pratiche investigative.

Il programma della tre-giorni include relazioni plenarie di ricercatori in Intelligenza Artificiale, professionisti nelle Scienze forensi ed esponenti delle Forze dell’Ordine italiane, nonché sessioni di lavoro parallele dei vari gruppi della rete. Si prevede inoltre la visita al laboratorio del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS), la struttura preposta a soddisfare le richieste di indagini tecnico-scientifiche di polizia giudiziaria dei reparti dell’Arma dei Carabinieri, della magistratura e delle altre forze di polizia e membro della rete di cooperazione.

L’incontro è patrocinato dall’Arma dei Carabinieri ed organizzato dal Reparto Tecnologie Informatiche (R.T.I.) attraverso uno dei proponenti e promotori della rete DigForASP, che coordina uno dei gruppi di lavoro e fa parte del comitato di gestione della rete come rappresentante per l’Italia.

La rete DigForASP, finanziata da “Horizon 2020”, è una iniziativa nata nell’ambito di European Cooperation Program in Science and Technology (COST), cioè mira a rafforzare la ricerca scientifica e tecnologica in Europa mediante il finanziamento a reti collaborative di ricerca.

Questa rete, coordinata dal Prof. Jesús Medina dell’Università di Cadice, Spagna, è la più grande rete intergovernativa a livello europeo per il coordinamento della ricerca scientifica e tecnologica nel settore delle Scienze Forensi, con la partecipazione di più di 200 specialisti e ricercatori da 35 paesi della Comunità Europea, 19 paesi ITC (Inclusiveness Target Countries) e l’Ucraina (Near-Neighbour Country).

Nel comitato di gestione di DigForASP, l’Italia è rappresentata dal Dr. Raffaele Olivieri, in servizio presso il RaCIS, dalla Prof.ssa Stefania Costantini dell’Università dell’Aquila, e dalle Prof.sse Viviana Mascardi (Università di Genova) e Francesca Alessandra Lisi (Università di Bari “Aldo Moro”).

Per ulteriori informazioni su DigForASP, visitare il sito www.digforasp.uca.es e seguire @DigForASP su Twitter.

EP
Security Specialist S.M.
Security Consultant H.S.
International Risk & S.E.
Terrorism Expert
CTU & CTP
Member of the Security Committee M.I
Expert Labor Law Expert – Scholar and Legal Researcher

Sbarchi Fantasma e Sicurezza Nazionale

Terrorismo, Sbarchi Clandestini, Criminalità.

Continuano senza sosta e favoriti dalle condizioni meteo i sbarchi fantasma, che sommati alle deportazioni gestite dalle ONG, configurano l’aumento di infiltrazioni terroristiche e criminali.

La cosa inquietante è la totale inazione delle forze dell’ordine e militari: a decine si sono potuti incamminare fino al paese.

Potevano essere armati, poteva essere un attacco terroristico e nessuno lo ha prevenuto, la sicurezza nazionale è a rischio, questo dimostra la vulnerabilità del sistema di sicurezza pubblica, nonché l’assenza di adeguati protocolli di sicurezza territoriale, minata in primis dal sottorganico delle FF.OO., basti pensare alla sola Polizia di Stato in carenza di 30 mila unità, con graduatorie da scorrere, come i 780 e 1148.

Seppur sono molti meno che in passato anche gli sbarchi fantasma, è comunque un fenomeno preoccupante.

Sulle coste dell’Agrigentino l’ultimo attacco, ieri l’altro di pomeriggio, nei pressi della spiaggia di Punta Bianca, sotto gli occhi dei bagnanti, cinquanta clandestini hanno toccato terra.

Sul posto si sono precipitate le forze dell’ordine, nonostante le croniche difficoltà anzidette.

Molti dei clandestini, però, si sono nascosti nelle campagne della zona.

Come truppe di invasione.

L’imbarcazione, che non può avere affrontato la traversata del canale di Sicilia, ma sarà stata sicuramente rimorchiata da una barca madre, il solito peschereccio tunisino, fino a poche miglia dalla costa, non aveva nessun numero di riconoscimento, non conteneva reti da pesca ed era stata verniciata da poco: un perfetto mezzo da sbarco da abbandonare in spiaggia, arrivato senza che nessuno lo intercettasse.

In tutto sono stati nove i clandestini rintracciati dalla polizia, gli ultimi due ieri sera, dopo la segnalazione di un passante, alla Valle dei Templi di Agrigento.

Gli agenti li hanno fermati dopo che erano riusciti a intrufolarsi nei terreni del Parco archeologico, dove probabilmente avevano trascorso la notte dopo avere percorso una decina di chilometri a piedi, e hanno fatto scattare le procedure di identificazione.

Essendo tunisini verranno rimpatriati.

Il problema serio è che sbarcano senza controlli: terroristi, assassini, spacciatori.

Chi può saperlo?

Di sicuro delinquenti.

E’ ridicolo non riuscire ad imporre alla Tunisia un blocco navale.

EP-SEC/GC/2019

Fonte:

www.sicurezza-nazionale.com

Gallarate: comune sotto attacco informatico

Gallarate: comune sotto attacco informatico
Gallarate: comune sotto attacco informatico

Nella giornata di giovedì 1 agosto il dominio di posta elettronica del comune di Gallarate è stato aggredito da un sistema di spamming. Il problema è stato subito affrontato dal personale dell’ufficio competente è già nella prima mattinata lo spam è stato bloccato, anche grazie all’intervento dei sistemi Microsoft che hanno agito direttamente sul server dell’amministrazione.

È possibile che anche qualche privato cittadino abbia ricevuto sulla propria e-mail un messaggio di spam, che all’apparenza sembra essere stato inviato da un indirizzo mail del Comune di Gallarate. ATTENZIONE, NON È COSI’. 
Il fine del virus è quello di indurre ad “aprire” il file allegato per generare degli eventi che potrebbero comportare l’installazione di malware o trojan sul dispositivo del destinatario. 
La situazione è sotto controllo, ma in qualsiasi caso l’ulteriore avvertimento che arriva da tecnici comunali è di non aprire per alcun motivo altri eventuali file in arrivo dall’amministrazione, non prima comunque di avere contattato il mittente. 

fonte Varese Press giornale online

Trash worth millions of euros

Trash worth millions of euros


From trash to treasure: the growing illegal waste trafficking market


It’s well known there’s always two sides of a story, if not more, but we all agree that waste management is an important issue as waste has a huge negative impact on the natural environment. On the top of that, as a business worth billions of euros, waste management has given criminal networks the opportunity to diversify their activities and infiltrate the economy. The large quantity of waste left over from industry production processes in Europe is feeding a growing demand for waste disposal services. Stricter regulations and price increases to legally dispose of waste are tempting industries to opt for alternative waste management suppliers.

That’s where the criminals come in: exploiting businesses as they attempt to balance maximising profits while minimising costs. Criminals legally register companies and present themselves as ‘facilitators’ for waste management and disposal services asking much lower prices than other companies on the legal market. The plastic waste they pretend to recycle on paper then ends up on illegal dumping sites. The plastic can also be reintroduced onto the market as, for example, a new, potentially toxic, plastic water bottle. Recycled plastic can be a threat to human health if it has not gone through the proper recycling process. 

A growing trend in the grey economy

Along with striving to reduce expenses, economic crises and structural challenges in different industrial sectors encourage the proliferation of illegal waste disposal services. This demand causes organised crimes groups (OCGs) to specialise in waste management. Legal business structures are an integral aspect of this crime phenomenon. However, the companies involved in such activities engage in a number of crimes for which they are usually prosecuted.

OCGs traffic waste both inside and outside the EU. Plastic waste is typically transferred from one Member State to another to avoid disposal fees or other costs associated with the proper disposal of waste products in accordance with EU regulations.

Operation Green Tuscany

The Italian Carabinieri Corps (Arma dei Carabinieri) dismantled large OGC with this modi operandi in operation Green Tuscany, which was supported by Europol and involved law enforcement authorities from Italy and Slovenia.

The criminal group trafficked plastic waste from Italy to China through Slovenia. The investigation is linked to an Italian anti-mafia investigation into illicit trafficking of textile waste to Africa from the Italian ports of Genoa, Livorno and Trieste. The companies involved in this illegal activity were also operating as brokers and carriers in a parallel plastic waste trafficking scheme. The law enforcement success in uncovering the set-up brought the network to alter its strategy and opt for different routes choosing Slovenia as a transit country towards China.

The Slovenian companies provided Italian companies with forged documents attesting that the material has been recycled. The shipments were then sent to China. Occasionally the transporters received the false documents while the shipments were still en route to Slovenia.

During the operation, approximately 560 illegal shipments were monitored. The monetary value of one shipment was estimated to be between €10 000 and €15 000. This estimation makes the value the monitored cargo alone around €8 million.

Two members of the Camorra among the prosecuted

In the first half of July 2019, 96 individuals (74 Italians and 22 Chinese) were prosecuted in Italy following operation Green Tuscany. The collaboration between the Italian and Slovenian law enforcement authorities, Europol and Eurojust revealed the international dimension of the investigation and led to the successful arrest and prosecution of 96 members of the organised crime group.

The members of the network were of both Italian and Chinese origin. Among them, there were also two representatives affiliated with the Camorra, active both in Campania and in Tuscany, and operating in the textile waste sector. They were arrested for usury and extortion.

Operation Green Tuscany revealed that Chinese suspects based in Italy maintained strong ties to criminal individuals in the destination country (i.e. China) and cooperated with Italian and Slovenian criminals. The organisation was not pyramidal and each member was responsible for a specific step of the process. Some criminals were responsible for the pickup of plastic waste with lorries, some were in charge of transport via sea vessels to Slovenia.

International cooperation

Operation Green Tuscany was coordinated by Eurojust and its close partnership with Europol was crucial to the success of the operation. A range of cooperative enforcement actions was provided, including pre-operational intelligence exchange, operational meeting and analysis services to Italian and Slovenian law enforcement authorities. The trafficking of illicit waste has a significant negative impact on the environment. Although it is difficult to estimate the exact financial impact of illicit waste trafficking, significant costs are related to the clean-up of illegal dumping sites. The products fabricated from improperly recycled plastic, which vary from plastic bottles to toys, can be very dangerous for human health

Roma-Omicidio Carabiniere

In merito all’omicidio del Milite in data 26 us, e’ utile evidenziare che seppur dalle prime note gli autori del delitto fossero stati individuati come di origine arabo/magrebina mentre da alcune fonti riferiscono che verosimilmente potrebbero essere due cittadini statunitensi, gli autori materiali del ferimento e poi decesso del Milite, tutto a seguito di una vendita finita male di sostanze stupefacenti, è necessario rimarcare che a prescindere dalla nazionalità dei soggetti concorrenti in associazione a delinquere per i reati ascrivibili, Crimini di questa natura non possono trovare che la nostra ferma condanna, chiunque abbia commesso i fatti.

Ora, seppur quanto anzidetto, è utile specificare anche la perdurante necessità di controllo del territorio, quindi di risorse umane, perché senza controllo del territorio, non si possono dissuadere e prevenire atti contra legem, perché la prevenzione è il primo baluardo di un sistema di sicurezza pubblica e privata, per questo è necessario investire immediatamente nel reclutamento di risorse umane nelle FF.OO. carenti almeno di 55 mila unità, iniziando magari dal 780 Polizia di Stato, per poi addivenire alla riforma della Sicurezza Complementare e Sussidiaria ormai non più rinviabile in un sistema moderno e prodomico di sicurezza integrata, pubblica e privata, affinché concorrano entrambi alla sicurezza nazionale; per tal motivo ci appelliamo al Presidente del Consiglio Giuseppe CONTE, affinché rifletta ed indirizzi l’attività di governo in questa direzione, a nostro avviso unica.

EP – Sicurezza Nazionale@

Operazione NOE UDINE, RIFIUTI SOLIDI URBANI.

UDINE: 26 LUGLIO 2019

CONTROLLO DEI CARABINIERI DEL NOE DI UDINE COORDINATI DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI GORIZIA SU SITI AZIENDALI OPERANTI NEL SETTORE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI.

SEQUESTRATA PIAZZOLA DI LAVAGGIO MEZZI AZIENDALI REALIZZATA IN ASSENZA DI AUTORIZZAZIONE PAESSAGGISTICO AMBIENTALE.

I Carabinieri del NOE di Udine, nell’ambito dell’attività di monitoraggio e controllo nello specifico comparto di settore, hanno eseguito una verifica presso uno stabilimento corrente in Villesse (GO), appurando che la società, operante nella raccolta dei rifiuti solidi urbani, aveva realizzato al suo interno, una piazzola di lavaggio dei mezzi aziendali in cemento, dalle dimensioni di 12 x 6 metri, con caditoia centrale di raccolta reflui e relativa vasca di raccolta. Tale manufatto, dalle verifiche svolte dal personale del NOE, è risultato essere privo delle previste autorizzazioni di legge, in quanto l’area su cui insiste l’unità operativa della società, risulta essere soggetta a vincolo paesaggistico.

Nel corso del controllo, inoltre, i militari hanno constatato la presentazione di falsa documentazione inoltrata al Comune di Villesse da parte della Società, per un manufatto già realizzato nel 2014 e falsamente riproposta nel 2015.

Gli accertamenti esperiti consentivano quindi di acclarare le responsabilità in concorso tra loro, dell’Amministratore della società e di altri due membri del Consiglio di Amministrazione, nonché del progettista incaricato (nonché direttore dei lavori) e del titolare della ditta terza incaricata per l’esecuzione dei lavori, per la violazione di cui all’art.44 lett. C del DPR 380/2001 (assenza di autorizzazione paesaggistica).

Il manufatto realizzato in assenza del previsto titolo autorizzativo veniva sottoposto a sequestro.

Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, controlli alle gallerie d’arte

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale,

nelle ultime tre settimane, ha effettuato una serie di controlli alle gallerie d’arte contemporanea verificando, inoltre, ai fini del contrasto al riciclaggio, eventuali anomalie rispetto all’importo o modalità procedurali/negoziali nelle compravendite riguardanti anche beni aventi meno di 70 anni. Nella circostanza sono stati effettuati 124 controlli alle gallerie d’arte contemporanea, identificate 129 persone e denunciate 13, sequestrato 27 beni per un valore complessivo di € 620.000 ed elevato 7 sanzioni amministrative per un valore complessivo di € 7.736

Tale attività rientra nella sempre maggiore attenzione che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dedica al contrasto dei reati, come il riciclaggio, per cui è fondamentale un’azione complessa ed interdisciplinare direttamente legata all’importanza della condivisione di dati e informazioni.

A riguardo, recentemente, presso l’Albert Borschette Conference Centre a Bruxelles (Belgio),il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) ha preso parte al secondo meetinginternazionale del “Gruppo di Progetto Dogana 2020 sull’importazione di beni culturali”, organizzato dalla Direzione Generale per la fiscalità e l’unione doganale della Commissione Europea.

Nell’occasione, esperti delle Autorità Doganali e culturali degli Stati Membri dell’Unione Europea, si sono riuniti per fornire consulenza e competenze alla Commissione Europea per lo sviluppo e la resa operativa di un sistema elettronico centralizzato che consenta, da un lato, lo scambio informativo tra le Amministrazioni degli Stati Membri incaricate di controllare l’importazione e l’esportazione di beni culturali e, dall’altro, di coadiuvare l’espletamento delle formalità che gli operatori all’importazione ed all’esportazione di tali beni devono compiere in maniera sistematica. Nel corso del meeting, contestualmente alla presentazione della Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, sono stati condivisi i dati sul numero di beni contraffatti sequestrati nel 2018 ammontanti a 1.232 per un valore stimato, qualora immessi sul mercato come autentici, in € 422.591.190 e 244 persone denunciate per contraffazione di opere d’arte. Tra i beni sequestrati, 953 (il 77,3% circa del totale) sono di arte contemporanea che permane l’ambito di maggiore interesse per la criminalità. Anche nei primi sei mesi del 2019, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha sequestrato beni contraffatti – per un valore totale di € 125.569.850 – a riprova del fatto che il fenomeno costituisce ancora una piaga che non conosce sosta e che ha pesanti ricadute sull’economia legale

ATTENZIONE: FALSE PEC PROVENIENTI DA @POLIZIADISTATO.IT

raccogliamo e facciamo nostro l’appello della Polizia di Stato.

Ad onor del vero anche tanti siti istituzionali non sono al top per quanto riguarda la cyber sicurezza…

E’ probabile che in questi giorni giunga sulla vostra email un messaggio di spam che abbia come oggetto il riferimento ad un “avvio di procedimento” e che, all’apparenza, sembra essere stato inviato da un indirizzo PEC della Polizia di Stato. ATTENZIONE!!!! Nulla di tutto questo risponde a verità. Il fine dei cybercriminali è quello di indurci ad “aprire” il file “PDF” allegato alla PEC o “cliccare” sul link presente per generare degli eventi che potrebbero comportare l’installazione di malware o trojan e/o l’avvio di un ramsonware “crypolocker”, con la crittazione, ed il conseguente inutilizzo, dei file presenti sul dispositivo.

Ecco dunque alcuni consigli su come comportarsi:

  • Non aprire assolutamente il file “.pdf” né “cliccare” su eventuali link: se l’indirizzo email del mittente è sconosciuto o palesemente “falso” non aprire il file allegato. Se dovesse, invece, pervenire da una persona o da un’azienda con la quale si hanno rapporti epistolari, contattarla per chiedere la conferma dell’avvenuto invio;
  • Proteggere adeguatamente la nostra email (ed in generale i nostri account virtuali);
  • Cambiare – se non si è già provveduto a farlo – la password, impostando password complesse;
  • Non utilizzare mai la stessa password per più profili;
  • Abilitare, ove possibile, meccanismi di autenticazione “forte” ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare;
  • Effettuare periodicamente il backup dei file;
  • Aggiornare il Sistema Operativo.