Monarch e MKULTRA, strumenti della CIA per gli agenti segreti

Tecniche di condizionamento personale per impedire l’estrazione di informazioni dai soggetti

CIA e progetti di sicurezza nelle mani di un giornalista,controllo mentale MKULTRA e Monarch

effetti delle onde magnetiche

Una richiesta da un giornalista,  tramite il  Freedom of Information Act di MuckRock (organizzazione no profit 501 con sede negli Stati Uniti che assiste chiunque nel presentare richieste governative di informazioni attraverso il Freedom of Information Act, quindi pubblica le informazioni restituite sul suo sito Web e incoraggia il giornalismo al suo interno) ha ricevuto per errore ( fonte Neovitruvian)un archivio intitolato “EM effects on human body.zip”.

L’errore clamoroso ha però messo in luce una serie di stranezze non da poco: effetti delle “armi psicoelettriche” tra cui la “cancellazione forzata della memoria”, “rigor mortis forzato” e persino “l’orgasmo forzato”.

Nel documento si trovano pure campi spiegazioni sui campi biomagnetici e le onde erebrali,concetti che sono estremamente importanti nel controllo mentale MKULTRA e Monarch.

Alla maggior parte delle persone sono denominazioni che non ricordano nulla, eppure si tratta di tecniche che risalgono all’antichità (antico Egitto, Grecia, India e Babilonia):Uno dei primi scritti che fanno riferimento all’ occultismo è il Libro dei Morti egiziano, una raccolta di rituali descritti in modo esplicito che prevedono:  metodi di tortura e intimidazione (per creare un trauma), l’uso di pozioni (farmaci) e un insieme di incantesimi (ipnotismo), per arrivare al totale asservimento dell’iniziato (fonte neoingengeria.

Tesi e studi ripercorsi dai nazisti, ricordate Heinrich Himmler, l’ufficiale nazista delle SS, quello della razza ariana, e il Dr. Josef Mengele ad Auschwitz col  “lavaggio del cervello”  condotto sui detenuti di Dachau?

Dopo la fine della seconda guerra mondiale gli americani utilizzarono gli scienziati tedeschi e fascisti per il  Progetto Paperclip (programma segreto della Joint Intelligence Objectives Agency portato avanti specialmente dagli agenti speciali del CIC).

Tra questi il generale tedesco Reinhard Gehlen, capo dei servizi segreti Hitleriani che incontrò il presidente americano Truman, il generale William “Wild Bill” Donovan, direttore dell’Office of Strategic Services (OSS) e Allen Dulles, che sarebbe poi diventato il capo della nuova CIA.

Gehlen ha contribuito a creare il National Security Council e nel 1947, il progetto CHATTER ,  sviluppato in risposta ai successi sovietici con l’uso di “droghe della verità”.

E si arriva al 1950 col progetto BLUEBIRD, approvato dal direttore Allen Dulles poi denominato MKULTRA il cui scopo era  quello di identificare droghe e procedure che, integrando altre tecniche di tortura, facevano confessare le persone che vi venivano sottoposte.

Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol)

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 maggio 2020 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) per l’esercizio 2018 (2019/2088(DEC))
Il Parlamento europeo,–  vista la sua decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) per l’esercizio 2018,–  visti l’articolo 100 e l’allegato V del suo regolamento,–  visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0075/2020),A.  considerando che, stando al suo stato delle entrate e delle spese(1), il bilancio definitivo dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) (l'”Agenzia”) per l’esercizio 2018 ammontava a 135 737 021 EUR, con un aumento del 13,84 % rispetto al 2017; considerando che l’incremento è stato dovuto a compiti aggiuntivi che ne ampliano il mandato; considerando che il bilancio dell’Agenzia proviene prevalentemente dal bilancio dell’Unione;B.  considerando che la Corte dei conti (la “Corte”), nella sua relazione sui conti annuali dell’Agenzia europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) per l’esercizio 2018 (la “relazione della Corte”), dichiara di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all’affidabilità dei conti annuali dell’Agenzia, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni alla base di tali conti;Gestione finanziaria e di bilancio1.  osserva che gli sforzi in materia di controllo del bilancio intrapresi durante l’esercizio 2018 hanno comportato un tasso di esecuzione del bilancio del 96,10 %, il che rappresenta un leggero calo pari al 3,62 % rispetto al 2017; rileva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato pari all’86,92 %, con una diminuzione del 2,09 % rispetto al 2017;2.  si compiace delle informazioni fornite dall’Agenzia sui compiti e le implicazioni di bilancio dell’unità UE addetta alle segnalazioni su Internet (EU IRU); osserva che la pianificazione della gestione per attività dell’EU IRU era di 4 860 000 EUR nel 2019, composta da: a) 3 710 000 EUR per le spese dirette per il personale (per 38 membri del personale: 26 agenti temporanei, 4 agenti contrattuali e 8 esperti nazionali distaccati, b) 1 150 000 EUR per spese operative, spese di funzionamento e una sovvenzione di 510 000 EUR nel 2019 (da cui sono finanziati 7 agenti contrattuali supplementari, il che porta il personale dell’EU IRU a un totale di 45 unità); osserva che tali cifre non comprendono i costi per lo sviluppo dei sistemi operativi TIC a livello organizzativo;Prestazioni3.  osserva con soddisfazione che l’Agenzia ha monitorato la propria performance mediante 38 indicatori chiave di prestazione, altri 51 indicatori di prestazione e l’attuazione di circa 170 azioni specifiche previste nel suo programma di lavoro, con un quadro di riferimento relativo alla rendicontazione della performance generalmente orientato alla valutazione del valore aggiunto delle attività dell’Agenzia e al miglioramento della sua gestione di bilancio;4.  constata che l’Agenzia ha conseguito il 78 % degli obiettivi stabiliti per gli indicatori di performance e che ha compiuto progressi nell’attuazione del 79 % delle azioni contenute nel programma di lavoro per il 2018 (rispetto all’80 % nel 2017);5.  osserva che l’Agenzia ha continuato a porre l’accento sull’analisi operativa e sulla rapidità di risposta in prima linea, compreso il trattamento dei contributi, pur mantenendo nel contempo un sostegno proattivo alle indagini di alto profilo riguardanti i tre settori che rappresentano una minaccia continua per la sicurezza interna dell’Unione, segnatamente la criminalità informatica, la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità, nonché il terrorismo;6.  esorta l’Agenzia a proseguire la digitalizzazione dei suoi servizi;7.  osserva con soddisfazione che nel 2018 l’Agenzia ha continuato a svolgere attività congiunte o servizi condivisi con altre agenzie dell’Unione, tra cui Eurojust, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, e che l’Agenzia ha partecipato a 10 procedure di appalto interistituzionali e a una procedura interagenzie; ritiene necessario che l’Agenzia sviluppi ulteriormente forti legami con le altre istituzioni pertinenti dell’Unione; incoraggia l’Agenzia a esplorare modalità per condividere risorse o personale, o entrambi, in relazione a compiti che si sovrappongono con altre agenzie che svolgono attività simili o con agenzie ubicate in prossimità dell’Agenzia;8.  osserva che, a seguito della sua costante cooperazione operativa con altre agenzie della giustizia e degli affari interni (GAI), nel 2019 l’Agenzia ha assunto la presidenza della rete delle agenzie GAI, che affronta i lavori congiunti sull’ulteriore sviluppo della cooperazione delle agenzie GAI, anche per quanto riguarda gli aspetti dell’interoperabilità dei sistemi di informazione dell’Unione, l’innovazione, le disposizioni in materia di buona governance (compresa un’indagine sulle migliori pratiche in materia di segnalazione di irregolarità nelle agenzie GAI), la diversità e l’inclusione, nonché l’interazione e l’ambito di applicazione di un’ulteriore cooperazione con le agenzie “non GAI”;9.  invita la Commissione a realizzare uno studio di fattibilità per valutare la possibilità, quanto meno, di creare sinergie condivise con l’Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL), se non di procedere a una fusione completa delle due; invita la Commissione a valutare due scenari: il trasferimento dell’Agenzia nella sede di CEPOL a Budapest e il trasferimento della sede di CEPOL nella sede dell’Agenzia all’Aia; osserva che tale atto comporterebbe la condivisione dei servizi amministrativi e di supporto e la gestione di locali comuni, nonché infrastrutture condivise in materia di TIC, telecomunicazioni e Internet, risparmiando così enormi quantità di denaro che sarebbero utilizzate per l’ulteriore finanziamento di entrambe le agenzie;10.  osserva che il numero delle operazioni sostenute dall’Agenzia è passato da 1 496 nel 2017 a 1 748 nel 2018 (vale a dire un aumento del 16,8 %) e che il numero delle riunioni operative finanziate dall’Agenzia è passato da 403 nel 2017 a 427 nel 2018 (vale a dire un aumento del 5,9 %); sottolinea l’importanza e il valore aggiunto dell’Agenzia, e in particolare delle squadre investigative comuni (le “SIC”), nella lotta alla criminalità organizzata in tutta Europa; constata, al riguardo, che le SIC sostenute dall’Agenzia sono passate da 64 nel 2017 a 93 nel 2018 (vale a dire un aumento del 45 %), di cui 27 richiedono un coordinamento tra più di 20 paesi(2); rileva che l’incremento nel bilancio dell’Agenzia corrisponde a un’intensificazione di tutte le sue operazioni, compreso il sostegno alla cooperazione nel settore della criminalità informatica e nella lotta al terrorismo online; sottolinea che è importante assicurare alle SIC risorse e finanziamenti adeguati, in linea con il forte aumento dei loro livelli di attività;11.  chiede all’Agenzia di mettere a disposizione, nella misura del possibile, risorse finanziarie da destinare alla traduzione e sollecita l’autorità di bilancio a fornire risorse finanziarie sufficienti per consentire la traduzione delle relazioni ufficiali dell’Agenzia in tutte le lingue ufficiali dell’Unione, in considerazione dell’importanza che il lavoro dell’Agenzia riveste per i cittadini dell’UE, dell’obbligo di garantire la trasparenza riguardo alle sue attività e del fatto che il gruppo di controllo parlamentare congiunto composto da parlamentari nazionali ed europei di tutti gli Stati membri dovrebbe poter svolgere correttamente il suo lavoro; invita la Commissione e l’Agenzia a istituire un quadro di cooperazione con il Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea, al fine di ridurre l’onere finanziario connesso alle traduzioni;Politica del personale12.  rileva che, al 31 dicembre 2018, l’organico era completo al 96,35 %, con 555 agenti temporanei sui 576 autorizzati a titolo del bilancio dell’Unione (rispetto ai 550 autorizzati nel 2017); osserva inoltre che nel 2018 hanno lavorato per l’Agenzia 201 agenti contrattuali e 153 esperti nazionali distaccati;13.  prende atto dell’imperfetto equilibrio di genere comunicato per il 2018 tra gli alti dirigenti (145 uomini e 27 donne) e in seno al consiglio di amministrazione (43 uomini e 10 donne);Appalti pubblici14.  osserva con preoccupazione che, secondo la relazione della Corte, l’Agenzia ha prorogato illegalmente la durata di un contratto quadro per la fornitura di servizi di viaggio d’affari firmando l’emendamento numero 2 dopo la scadenza del contratto e che, con lo stesso emendamento, l’Agenzia ha altresì introdotto nuovi aspetti relativi ai prezzi non coperti dalla procedura di gara, rendendo irregolari l’emendamento numero 2 e i relativi pagamenti del 2018; prende atto della risposta dell’Agenzia secondo cui l’estensione del contratto quadro era stata avviata con largo anticipo rispetto alla sua scadenza e che il ritardo nella proroga del contratto era dovuto all’applicazione del principio della sana gestione finanziaria; invita l’Agenzia a rafforzare di conseguenza la gestione dei contratti e i controlli ex ante;Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza15.  prende atto delle misure esistenti e degli sforzi in corso dell’Agenzia per garantire la trasparenza e la prevenzione e la gestione dei conflitti di interesse nonché la protezione degli informatori; prende atto del potenziale conflitto di interessi individuato per quanto riguarda una procedura di assunzione nel 2018; osserva che nessuna azione di follow-up si è resa necessaria in quanto il consulente ha rinunciato a partecipare; esprime apprezzamento per le dichiarazioni di interessi, basate sul nuovo modello dell’Agenzia, che da allora sono state pubblicate sul sito web dell’Agenzia, sia in relazione alla sua direttrice esecutiva e ai suoi vicedirettori esecutivi che ai membri del suo consiglio di amministrazione;16.  deplora il fatto che un recente studio comparativo della commissione per le petizioni del Parlamento europeo(3) abbia stabilito che le politiche dell’Agenzia in materia di conflitti di interesse sono le “meno dettagliate rispetto a quelle delle altre agenzie”; riconosce che ciò è dovuto, in particolare, al fatto che l’Agenzia non dispone di alcun comitato scientifico o gruppo di esperti scientifici; deplora, tuttavia, il fatto che l’Agenzia non utilizzi né un sistema per classificare i livelli di interesse né una lista nera;Controlli interni17.  osserva che nel maggio 2017 il servizio di audit interno della Commissione, sostenuto dalla struttura di audit interno, ha effettuato una valutazione dei rischi e che nessuna delle 36 aree di processo esaminate è stata oggetto della menzione “migliorare la mitigazione dei rischi”;18.  osserva che il servizio di audit interno della Commissione ha pubblicato una relazione di audit intitolata “Human Resources Management and Ethics in EUROPOL” (Gestione delle risorse umane ed etica presso Europol) e ha predisposto un piano d’azione per affrontare i settori suscettibili di miglioramento; invita l’Agenzia a riferire all’autorità di discarico in merito agli sviluppi al riguardo;19.  invita l’Agenzia a concentrarsi sulla diffusione al pubblico dei risultati della sua ricerca e a raggiungere il pubblico attraverso i social media e altri mezzi di comunicazione;20.  si compiace del fatto che l’Agenzia non abbia alcuna raccomandazione in sospeso da attuare dalle relazioni di audit della Corte negli esercizi finanziari precedenti; l’Agenzia ha affrontato l’unica osservazione della Corte relativamente all’esercizio finanziario 2017, afferente la pubblicazione degli avvisi di posti vacanti sul sito web dell’Ufficio europeo di selezione del personale;o
o   o21.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 14 maggio 2020(4) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.(1)GU C 416 del 15.11.2018, pag. 46.(2)https://www.europol.europa.eu/sites/default/files/documents/europolinbrief2019.pdf(3)https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2020/621934/IPOL_STU(2020)621934_EN.pdf(4)Testi approvati, P9_TA-PROV(2020)0121.

I soldi della ‘ndrangheta dove vanno, intervista al Sen. Caliendo

https://varesepress.info/in-evidenza/il-sen-giacomo-caliendo-la-ndrangheta-in-lombardia-dove-spende-il-denaro.html

La stoffa dei politici di una volta si vede e si sente, dal modo colto e preparato di esprimersi, senza sfuggire alle domande non concordate, e senza tagli alle sue risposte.

Il Sen. Caliendo espone la sua visione : un centro-destra unito con “un’attenzione ai problemi reali” e non è uno slogan di quelli a cui siamo abituati nei dibattiti televisivi,

ci sono le idee e le proposte, il turismo, settore su cui Varese dovrebbe puntare.

Sembra un giovanotto il senatore, ha la lucidità, l’esperienza ma anche la determinazione di svolgere il ruolo a suo tempo assegnatogli da Maria Stella Gelmini, per fare

rinascere Forza Italia in provincia di Varese.

Non è il solito politico di turno che vive di politica e tergiversa, il suo approccio nasce dalla professione : ricordiamo la sua attività nell’Associazione Nazionale Magistrati ed è, negli anni 1978/1979, tra i fondatori della corrente “Unità per la Costituzione”. Nell’Associazione, nell’arco di pochi anni, ricopre tutte le cariche più importanti: nel 1983 è il primo fra gli eletti al Comitato Direttivo Centrale e, nello stesso anno, diviene Segretario Generale della corrente Unità per la Costituzione; nel gennaio 1985 è eletto componente della Giunta Nazionale; dopo le elezioni del 1987 del Comitato Direttivo Centrale, viene eletto Vice Presidente e, nel 1991, Presidente dell’ANM. 

 La sua “forma mentis” garantisce un supporto non indifferente alla sua attività politica, e nell’intervista ricorda il suo apporto al Governo con Berlusconi, sul 141 bis, norma che resiste negli anni, e ormai assodata a garanzia dell’impegno dello Stato nella lotta alla mafia a dimostrazione che c’è chi lavora sul contingente e altrui come lui, con una visione ampia e di lungo respiro.

Nella lotta alla mafia in Lombardia  su mia sollecitazione,  risponde senza esitazione, visto che è ancora nella Commissione Antimafia: “alcune zone della Lombardia sono controllate dalla ‘Ndrangheta, e nel Paese si risponde solo alzando le pene”, crescono le pene ma la prevenzione è molto più importante della condanna.

App Immuni e la Sicurezza Nazionale!

App Immuni@, è necessario chiedersi se gli esperti, in task force al governo, visto le ultime dichiarazioni del commissario della ProtCiv PCM, saranno coscienti che quest’applicazione presenta potenzialmente aspetti critici sotto il profilo della sicurezza informatica, con potenziali rischi di attacco da parte di potenze straniere e/o terroristiche che investono risorse nel cyberspace, finalizzate al cyber terrorismo.
Le analisi d’intelligence, le leggono?
Il cyber terrorismo è qualsiasi ” attacco premeditato e motivato politicamente, contro informazioni, sistemi informatici, software e dati, che potrebbe produrre violenza contro obiettivi non militari da parte di gruppi non statali (subnazionali), da agenti clandestini”, i quali obiettivi vanno da installazioni militari, centrali elettriche e nucleari, sistemi di controllo aereo, dighe, ecc; come anche definito dal Federal Bureau Investigation.

Per questo, secondo nostre analisi, è un operazione sbagliata quella dell’app Immuni, almeno sotto il profilo della sicurezza nazionale, considerando anche le numerose incognite sul Covid19. 
La Verità è figlia del Tempo! 

EP
Security Specialist S.M.
Security Consultant H.S.
International Risk & S.E.
Terrorism Expert
Intelligence Analyst
CTU & CTP 
Member of the Security Committee M.I
Expert Labor Law Expert – Scholar and Legal Researcher

Isis e Soldato Covid19

Jihad, Isis e il Soldato Covid19 
Già a febbraio, alcune fonti avevano definito il Covid-19 come un prodotto della volontà divina. 
Questa volta però l’attenzione dell’articolo di una copertina di un media online la quale si sofferma sulla geografia della pandemia, alla ricerca di conferme che «il flagello di Dio» sta colpendo «i paesi degli infedeli e degli apostati».
Per l’Isis il coronavirus è un flagello di Dio che colpisce soprattutto i paesi degli «infedeli e degli apostati»: i media dello ‘Stato islamicò tornano a dare molta attenzione al fenomeno del coronavirus; e, dal momento che neanche l’Isis è al sicuro dalla pandemia, forniscono analisi e istruzioni di comportamento.
Nell’ultimo numero della rivista online an Naba (l’Allarme), l’Isis ricorda ai lettori sparsi in giro per il mondo che il coronavirus è stato mandato da Dio. 

L’Isis ricordava che il coronavirus aveva colpito la Cina il cui governo è descritto come repressivo nei confronti della comunità musulmana della regione dello Xinjang. 
Ma in un contesto in cui il Covid-19 è diventato una minaccia globale, lo ‘Stato islamicò non si sente più al riparo.
Nell’ultimo numero, la rivista telematica invita i fedeli musulmani che non sono stati contagiati dal virus a «non entrare nelle zone infettate».
Invita poi coloro che sono stati contagiati a «non uscire dalle zone colpite» dalla pandemia. 
Stando ai dati ufficiali, numerosi paesi con significative presenze di fedeli musulmani sunniti (come l’Afghanistan, l’Egitto, l’Algeria, l’Iraq, l’India, le Filippine e l’Indonesia) sono stati colpiti in maniera relativamente minore rispetto all’Europa, alla Cina, all’Iran e al Nordamerica.
Quindi da una parte l’Isis teme il coronavirus, dall’altra lo descrive come un’inaspettata opportunità per colpire meglio i paesi del ‘Dar al Harb’, quei ‘Territori della guerrà dove il jihad è condotto contro gli infedeli. 
I governi colpiti dal Covid-19 sono ora in difficoltà, «in stato di paralisi», su tutti i fronti, afferma an Naba: dall’economia alla politica, dalla sicurezza alla difesa militare. 
«L’ultima cosa che adesso (questi governi) vogliono è che i combattenti per il jihad preparino azioni simili a quelle già compiute a Parigi, Londra, Bruxelles». 
Il 4 aprile, i servizi segreti afghani hanno annunciato di aver catturato 20 jihadisti tra i quali Abdullah Orakzai, alias Aslam Farooqi, il leader dello Stato islamico Khorasan (ISKP) – franchise afghano dell’omologo nato in Iraq e poi in Siria – responsabile degli attacchi che, lo scorso 25 marzo, hanno provocato oltre 50 vittime tra le comunità sikh e sciite di Kabul
Due fatti rilevanti che definiscono l’attuale situazione in Afghanistan, dove gli accordi tra Stati Uniti e talebani hanno aperto alla possibilità di un disimpegno significativo delle truppe statunitensi dalla guerra più lunga mai combattuta da Washington.
L’accordo, firmato a Doha lo scorso 29 febbraio, prevede la riduzione militare statunitense, da 12.500 a 8600 uomini (e di conseguenza della NATO) entro 135 giorni, e il ritiro completo entro 14 mesi; i talebani si sono invece impegnati a non ospitare in Afghanistan organizzazioni terroristiche e a ridurre la violenza.
Ora al di là dei risultati che potranno concretizzarsi, l’accordo è un evento storico per due ragioni: la prima è il riconoscimento formale dei talebani come legittimi interlocutori; la seconda è l’avvio del disimpegno militare statunitense, almeno quello delle truppe convenzionali.
Il negoziato prevede come primo passo la liberazione di circa 5.000 prigionieri talebani in mano al governo di Kabul; in cambio, i talebani rilascerebbero 1.000 prigionieri: di fatto un’imposizione al governo afghano, non preventivamente consultato, che ha aperto a una serie di resistenze che hanno già posticipato gli incontri intermedi che avrebbero dovuto portare al tavolo delle trattative i due attori.
Il governo afghano potrebbe sfruttare la necessità di alleggerire il peso di un sistema carcerario pesantemente colpito dalla diffusione del virus rispondendo in tempi brevi alla premessa dell’accordo con i talebani, che prevede appunto il rilascio dei 5.000 prigionieri, numero che potrebbe essere compreso nel totale dei 10.000 detenuti (principalmente donne, minori e malati) che Kabul ha annunciato di volere rimettere in libertà a causa della pandemia. 
Le resistenze politiche che si sono sollevate da più parti potrebbero qui trovare la soluzione che toglierebbe l’imbarazzo del rilascio dei talebani.
Un’opzione questa, che potrebbe influire favorevolmente su un accordo molto difficile in cui i seguaci del movimento che fu del mullah Muhammad Omar si stanno imponendo da una posizione di forza e con l’accusa, rivolta al governo guidato da Ashraf Ghani, di voler minare il percorso negoziale. 
Ciò che in realtà i talebani stanno cercando di imporre è una posizione sempre più subordinata dello stato afghano, equiparato, in termini di importanza e legittimità, a tutte le altre componenti afghane: dalla società civile ai gruppi di potere informali, all’opposizione parlamentare. 
Dunque al governo afghano i talebani intendono riservare un ruolo al pari di tutti gli altri soggetti, privandolo di quella legittimità che a livello internazionale e diplomatico gli è invece riconosciuta, quindi un arma a doppio taglio che dovrebbe far mantenere costante l’allerta. 
Il Governo afghano, per quanto militarmente equipaggiato, si troverà da solo a fronteggiare i talebani, in un possibile scenario da guerra civile dove si contrapporranno le componenti disposte alla condivisione del potere con i talebani (in prevalenza pashtun) e quelle che si opporranno a qualunque compromesso, in particolare le componenti tagike, uzbeche a hazara.
A tutto ciò è necessario ricordare come anzidetto, che la Jihad esultando al soldato di Dio, visto nel coronavirus, come alcune fonti ci confermano, stia invitando i fratelli musulmani a serrare i ranghi ed a tenersi pronti per colpire gli infedeli, sfruttando le difficoltà logistiche dell’Italia e la loro continua disponibilità nei porti sul mediterraneo, diventando una sorta di porta santa, partendo da qui avanzando poi verso il resto del vecchio continente. 
Su alcune testate giorni fa è stato pubblicato un documento in tal senso, visto i contenuti ed un passaggio particolare riferito all’antrace, come primo strumento, sarebbe auspicabile che il Governo Italiano si attivi immediatamente, chiudendo i porti, vietando l’attracco di navi ONG, aumentando i controlli antiterrorismo negli obiettivi sensibili tutti, mettendo in stato di massima allerta l’intero comparto sicurezza pubblica e privata secondo il protocollo internazionale Homeland Security, non per l’Europa ma per la sicurezza nazionale italiana, che allo stato attuale non può permettersi di essere colpita anche su questo fronte. 
 

EP
Security Specialist S.M.
Security Consultant H.S.
International Risk & S.E.
Terrorism Expert
Intelligence Analyst
CTU & CTP
Member of the Security Committee M.I
Expert Labor Law Expert – Scholar and Legal Researcher

Meno corse ATM ma aumentano i contagi

Taglio delle corse come per Trenord

Il coronavirus sta facendo perdere la testa a tanti, mentre c’è pure chi se ne approfitta per tagliare personale ( visto sempre come un costo invece di essere conteggiato tra le risorse).

Si strumentalizza la crisi per tagliare i costi e questo a discapito della sicurezza dei viaggiatori, che saranno pure diminuiti ma comunque saranno costretti a stare vicini.

Accogliamo la considerazione di De Corato ed esprimiamo la nostra amarezza come CASADEGLITALIANI, afferma il Presidente Giuseppe Criseo

I pandemic bonds furono modellati sullo scenario più plausibile di un Coronavirus patogeno proveniente dalla Cina.

CORONA VIRUS e PANDEMIC BONDS

Relazione Analitica Classificazione Riservata Prot. HS Level 6 Em/Sa 

dal 28 Gennaio 2020 al 16 Marzo 2020 con riserva. 

Era il 2017 quando “furono emessi dalla Banca Mondiale e dalla Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo nel 2017 con un tasso di ritorno dell’11% in collaborazione con l’Organizzazione mondiale per la Salute, nell’ambito di un Pandemic Emergency Financial Facility”, dei bond pari a 200 M $ puntando su di un’ipotetica pandemia da Coronavirus.

Link

I pandemic bonds furono modellati sullo scenario più plausibile di un Coronavirus patogeno proveniente dalla Cina. 

I criteri per far scattare l’esborso, insomma, per vincere la scommessa, furono che la pandemia dovesse durare per oltre 12 settimane in più di un paese a partire dal 2020 e non oltre il 2022.

Inizialmente questo strumento era stato creato come reservoir per aiutare le popolazioni colpite da un’epidemia, ad esempio come quella dell’ebola (2013-16), ma certi soggetti noti di seguito denominati Mister X, numeri uno della finanza creativa, ebbero un’illuminazione e pensarono che uno scenario come quello prospettato, impegnandosi un po’, poteva essere creato artificialmente, consentendo loro d’intascare i proventi della scommessa alla data stabilita. 

E, allora, questi signori si misero a tavolino e crearono una road map a lungo termine.

Il primo obiettivo era trovare dei Coronavirus, è facile capire perché dei Coronavirus, necessariamente nuovi, insieme ad un laboratorio dove si coltivassero e quel laboratorio doveva essere possibilmente cinese, il perché è facilmente intuibile, come si evince da questo stralcio di una recente intervista. 


Ne identificarono uno idoneo a Wuhan (Cina), un laboratorio nuovo di zecca altamente tecnologico che era punto di riferimento per l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Ci si organizzò come si deve e si rubò un po’ di provette. 

Però è necessario ricordare….. 

Fu un gioco da ragazzi, visto che tecnici sottopagati e desiderosi di un’altra opportunità se ne trovano ad ogni angolo di laboratorio.

Il furto, però, non passò inosservato e chi gestiva il laboratorio, temendo e forse presumendo il peggio, chiamò 300 militari americani esperti di bioterrorismo. 

Immediatamente si organizzò anche un summit che comprendeva, tra gli altri partecipanti, membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Addirittura chiamarono anche Bill Gates  e tutti insieme costoro fecero simulazioni a tavolino riguardanti la diffusione e l’espansione dell’epidemia dalla Cina al mondo intero e, con queste, le possibili misure di contenimento, un specie di risiko. 

A fine autunno (2019) scattò il momento. 

Il secondo obiettivo, passo indispensabile per la riuscita del progetto, era diffondere il virus. 

Da dove? 

Si fecero varie ipotesi. 

L’ideale risultò essere un luogo molto frequentato, un luogo insospettabile, che desse l’impressione di essere il naturale punto di partenza del viaggio che il virus doveva intraprendere. 

Il mercato del pesce di Wuhan sembrò idoneo. 

Non c’era nemmeno da trasportare le provette troppo lontano perché era tutto a due passi di distanza. 

Bastò travasare il liquido in uno spray per profumo e con nonchalance, passando tra i banchi del mercato, si schizzò qua e là il contenuto. 

Chi acquistava il pesce non sapeva che nella spesa c’era un valore aggiunto.

Di lì a pochi giorni cominciarono ad ammalarsi in molti. 

I primi epidemiologi individuarono in fretta l’origine del contagio. 

Si chiuse il mercato, ma, ahimè, i buoi, stavolta sotto forma di pesci morti, erano già fuggiti. 

I virologi cominciarono a dare interpretazioni con voli pindarci all’evento che non capivano.

Ciò che accadde in-vivo fu che il virus attaccava soprattutto i vecchi (non i bambini): quelli che già erano indeboliti da tutt’altre patologie. 

Cielo! 

Che bell’effetto secondario! 

Si poteva sperare di eliminare un po’ di vecchietti, fastidiosi (parassiti) che non producevano reddito e che costavano al servizio sociale sia come cure sanitarie sia come pensione. 

Un bel risparmio! 

Fin qui nonostante abbia cercato di analizzare con chiarezza estrema e semplicità i fatti, penserete un piano diabolico, sii lo è stato e non è finito. 

In tutto ciò non dobbiamo dimenticare che c’era il bonus di un secondo effetto ancora più interessante, quale è semplice, seguire i soldi sempre, ragionando sugli effetti. 

Quale era il secondo effetto? 

Quello economico, già ampiamente previsto ed alla base di ogni guerra, guerra che oggigiorno, non si fa più a tiro diretto, ma in modo direi più subdolo. 

Molte attività furono chiuse per giorni, per settimane, da parte delle autorità di governo su indicazione di quelle sanitarie per evitare lo spargersi dell’epidemia, e così si costrinsero alcune attività commerciali a chiudere i battenti. 

I nostri Mister X si precipitarono a comprarle in cambio di una miseria, con operazioni di speculazioni e joy venture fantasiose.

Terzo step e non ultimo: 

portare l’epidemia in paesi confinanti e farla durare per almeno 12 settimane, che quello era condizione sine qua non per vincere la scommessa.

Non era un problema insormontabile perché la mole di viaggi fra paese e paese porta ogni giorno centinaia di persone dalla Cina in altri paesi come Giappone, Corea del Sud, Europa ed America. 

Poi, se proprio non si vedeva l’effetto sperato, si poteva intervenire ancora direttamente con uno spruzzo qua ed uno là. 

È banale, secondo voi? 

La semplicità è sempre una chiave di volta, si prende un piccolo bar di campagna dove i vecchietti si riuniscono a giocare a carte. 

Una spruzzatina e il seguito è come da copione.

Contando sull’ impreparazione dei politici dei paesi, si perché un altro dei piani dei Mister X è dare ai singoli paesi dei governanti ingenui capaci di adoperarsi più per pararsi il ricco e delicato posteriore di quanto non sia fare gli interessi della gente che li paga per questo, si chiusero a raffica le attività commerciali e sociali, ovviamente per limitare il contagio. 

E così si è data una bella scrollata all’economia: una manna per chi stava in agguato, già preparato, scommessa giocata alla mano e acquolina in bocca.

Ancora di più, le attività che non reggeranno alle mancate entrate e quelle più appetitose verranno comprate a prezzo di svendita.

I nostri Mister X si riuniranno e si complimenteranno reciprocamente del lavoro svolto, tutto sommato, con poca fatica. 

Commenteranno con commozione che il loro era stato anche un lavoro etico perché si era estirpata dalla società una parte di popolazione che incideva negativamente sia sul sistema sanitario sia sull’economia in generale: una sorta di taglio chirurgico selettivo.

Un’indispensabile pulizia. 

Un Hitler rivisitato e con molta più classe.

Tornando ad oggi, resterà solo da aspettare che passino le 12 settimane e un giorno, così che il gioco sarà fatto, tutto nei termini del bond emesso.

Ma i nostri Mister X hanno una fantasia fertile e già nel 2017 hanno lavorato sugli altri pandemic bond, non ce lo dobbiamo dimenticare. 

Assieme alle compagnie assicurative come ad esempio la Swiss Re Capital Market e la Matterhorn Re, hanno piazzato un “bond catastrofe” da 225 milioni $ per il 2020-2022, uno per un ciclone e l’altro per un evento molto mortale nel Regno Unito, in Canada e in Australia.

Con i cambiamenti climatici un ciclone nell’arco di due anni sarebbe molto probabile, ma per un evento mortale in Inghilterra, in Canada o in Australia ci si potrebbe anche attrezzare.? 

Quindi a cosa penseranno, a far saltare in aria qualche Santa Barbara locale o, vedi mai, un deragliamento di un treno superveloce.?

Un’altra mucca pazza non potrà più essere credibile né lo potrà essere un’epidemia da virus. 

Darebbero troppo nell’occhio. 

“Come diceva Angelo Musco, il comico catanese di tanti decenni fa, tutti possono essere cretini, ma non si può chiedere di esagerare.” 

Una mini-guerra, allora? 

O materie prime in qualche modo avvelenate?

Sicuramente ci stanno ragionando e chiederanno a” qualcuno” di dare una mano. 

Nel frattempo, i servizi segreti dormiranno il sonno dei giusti, oppure proteggeranno i popoli, vittime di questi speculatori.?

EP

COVID-19 MILITARY PROJECT

martedì 28 gennaio 2020

Crea un emergenza e specula, questo è il segreto!

Crea un emergenza e specula, questo è il segreto! 
Un paese in emergenza, è un sistema debole, un sistema debole è facilmente attaccabile, un sistema facilmente attaccabile è un sistema economico appetibile e di facile conquista. Quindi destabilizzare per conquistare, arricchirsi, questa è la terza guerra mondiale, senza armi, con il sorriso, senza sovranità, quella che ti hanno tolto ad esempio con l’euro, moneta debito. 
#MilitarStrategy #BusinessStrategy #War 
EP

Emergenza Nazionale, Responsabilità del Governo – Appello Presidente della Repubblica Italiana

Emergenza Nazionale, Responsabilità del Governo – Appello Presidente della Repubblica Italiana

A Sua ILL.ma Eccellenza Sig. Presidente, 
Premesso quanto di seguito, opinione di un primo dirigente medico, di cui riporto analisi :
“…..Dei virus influenzali e di altri virus che attaccano l’uomo sappiamo più o meno tutto, e abbiamo i mezzi per contrastarli, sia come farmaci che come vaccini. Covid 19, il coronavirus, è nuovo e non sappiamo quasi nulla di lui. Non abbiamo in realtà mezzi abbastanza efficaci per contrastarlo. E questo a prescindere dai suoi parametri di contagiosità, morbilità e mortalità. Siamo di fronte a un nuovo agente patogeno perr l’uomo, è questo il vero punto dell’emergenza. Successe lo stesso per l’HIV, solo che le modalità di contagio di quel virus erano più facilmente contenibili. Oggi il virus HIV circola tranquillamente ma nessuno se ne preoccupa più di tanto. Fortunatamente oggi abbiamo farmaci in grado di bloccarlo e qualcuno infettato inizia pure a guarire del tutto. Non abbiamo ancora un vaccino. Il problema vero di Covid 19 è che si trasmette per via aerea, e quindi le modalità di contagio sono più complicate da contenere. Ma relativamente presto avremo a disposizione farmaci e vaccini. Temo solo che arriveranno quando la pandemia sarà passata e tutti ce ne impiperemo altamente. Esattamente come è successo per l’HIV.”
Quindi, considerando ciò, visto che conosciamo la pericolosità del fenomeno pandemico, operazione strategica a carattere militare di un paese straniero, nell’interesse della Nazione, riteniamo necessario, che sua Eccellenza nel prendere atto della ormai nota situazione emergenziale, in ossequio alla Costituzione Italiana qui intesa riscritta, provveda ad avocare a sé ogni potere sciogliendo le camere per le gravi responsabilità del governo, in quanto responsabile di questa diffusione del virus sul territorio nazionale, attentando così alla salute del POPOLO ITALIANO, istituendo poi ogni procedimento di persecuzione delle responsabilità, in quanto tale condotta in danno del POPOLO ITALIANO è inaccettabile.Ricordiamo che Sua Eccellenza ha il dovere di tutelare i nostri figli, dichiarando l’Emergenza Nazionale, chiudendo porti e frontiere, ponendo in quarantena i centri di accoglienza attivando l’esercito con procedure di rimpatrio immediato degli ospiti, attivando immediata sorveglianza sanitaria di ogni cittadino straniero arrivato in Italia negli ultimi sei mesi ed ancora presente sul suolo nazionale, sospendendo poi ogni patto di libera circolazione attivando i piani emergenziali straordinari sanitari previsti dal protocollo internazionale Homeland Security, considerando anche le numerose informative prodotte a carattere di Intelligence. 
Ufficio Stampa

Roma- Plenaria Sicurezza Nazionale

Roma. Più di 50 fra specialisti in Intelligenza Artificiale e Informatica Forense ed esponenti delle Forze dell’Ordine

I gruppi di lavoro della rete di cooperazione internazionale ‘DigForASP’ sulle applicazioni di Intelligenza Artificiale all’Informatica Forense si incontrano in Italia per la prima volta dal 20 al 22 febbraio 2020.

Più di 50 fra specialisti in Intelligenza Artificiale e Informatica Forense ed esponenti delle Forze dell’Ordine si incontrano a Roma dal 20 al 22 febbraio 2020 per discutere i risultati raggiunti negli ultimi mesi nell’ambito della rete di cooperazione internazionale DigForASP.

Dal 20 al 22 febbraio si terrà a Roma il quarto incontro dei gruppi di lavoro della rete “DIGital FORensics: evidence Analysis via intelligent Systems and Practices” (DigForASP), il primo in Italia dall’avvio del progetto avvenuto nel settembre 2018. La rete ha l’obiettivo di identificare e consolidare le sinergie fra i settori dell’Informatica Forense e l’Intelligenza Artificiale, per migliorare le attuali pratiche investigative.

Il programma della tre-giorni include relazioni plenarie di ricercatori in Intelligenza Artificiale, professionisti nelle Scienze forensi ed esponenti delle Forze dell’Ordine italiane, nonché sessioni di lavoro parallele dei vari gruppi della rete. Si prevede inoltre la visita al laboratorio del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS), la struttura preposta a soddisfare le richieste di indagini tecnico-scientifiche di polizia giudiziaria dei reparti dell’Arma dei Carabinieri, della magistratura e delle altre forze di polizia e membro della rete di cooperazione.

L’incontro è patrocinato dall’Arma dei Carabinieri ed organizzato dal Reparto Tecnologie Informatiche (R.T.I.) attraverso uno dei proponenti e promotori della rete DigForASP, che coordina uno dei gruppi di lavoro e fa parte del comitato di gestione della rete come rappresentante per l’Italia.

La rete DigForASP, finanziata da “Horizon 2020”, è una iniziativa nata nell’ambito di European Cooperation Program in Science and Technology (COST), cioè mira a rafforzare la ricerca scientifica e tecnologica in Europa mediante il finanziamento a reti collaborative di ricerca.

Questa rete, coordinata dal Prof. Jesús Medina dell’Università di Cadice, Spagna, è la più grande rete intergovernativa a livello europeo per il coordinamento della ricerca scientifica e tecnologica nel settore delle Scienze Forensi, con la partecipazione di più di 200 specialisti e ricercatori da 35 paesi della Comunità Europea, 19 paesi ITC (Inclusiveness Target Countries) e l’Ucraina (Near-Neighbour Country).

Nel comitato di gestione di DigForASP, l’Italia è rappresentata dal Dr. Raffaele Olivieri, in servizio presso il RaCIS, dalla Prof.ssa Stefania Costantini dell’Università dell’Aquila, e dalle Prof.sse Viviana Mascardi (Università di Genova) e Francesca Alessandra Lisi (Università di Bari “Aldo Moro”).

Per ulteriori informazioni su DigForASP, visitare il sito www.digforasp.uca.es e seguire @DigForASP su Twitter.

EP
Security Specialist S.M.
Security Consultant H.S.
International Risk & S.E.
Terrorism Expert
CTU & CTP
Member of the Security Committee M.I
Expert Labor Law Expert – Scholar and Legal Researcher